Alzheimer, in USA diagnosi precoce con IA

Paul Thompson for "Science et Vie" Magazine 121218

Finanziato con 17,8 milioni di dollari dal National Institutes of Health (NIH), in cinque anni svilupperà metodi di Intelligenza Artificiale (IA) da applicarsi a vasti database di genetica, imaging e variabili cognitive di pazienti con Alzheimer (AD).

Stiamo parlando del progetto “Ultrascale Machine Learning to Empower Discovery in Alzheimer’s Disease Biobanks” (nome in codice AI4AD), che fa capo alla Keck School of Medicine of USC’s Mark and Mary Stevens Neuroimaging and Informatics Institute (INI) presso la University of Southern California (USC).

All’orizzonte la possibilità di arrivare a una diagnosi precoce della malattia e allo sviluppo di trattamenti innovativi efficaci. Il team di esperti sarà rigorosamente multidisciplinare, con informatici, genetisti, neuroscienziati, fisici per “creare algoritmi di analisi dei dati a scale precedentemente impossibili”.

Coordinatore dell’operazione il prof. Paul Thompson (nella foto), direttore di INI-USC, fiducioso in questo modo di “trovare nel genoma elementi non ancora conosciuti che di fatto possono influenzare i processi biologici alla base dell’Alzheimer”. Insomma, finalmente dei “marcatori biologici e genetici” capaci di “predire” l’insorgenza dell’AD, distinguendo tra i diversi sottotipi di disturbo.

Gli sforzi di AI4AD sono parte delle iniziative “Cognitive Systems Analysis of Alzheimer’s Disease Genetic and Phenotypic Data” e “Harmonization of Alzheimer’s Disease and Related Dementias (AD/ADRD) Genetic, Epidemiologic, and Clinical Data to Enhance Therapeutic Target Discovery”, promosse dal National Institute on Aging (NIA-NIH).

La ricerca diretta da Thompson vedrà anche la collaborazione di colleghi della University of Pennsylvania, della University of Pittsburgh e della Indiana University School of Medicine. I risultati di percorso verranno condivisi in conferenze e talk per diffondere nella comunità clinica gli strumenti che mano a mano verranno messi a punto dal team.

“Fa piacere sapere che quello su cui stavamo lavorando ben dieci anni fa insieme al Semeion di Roma, cioè la diagnosi precoce dell’AD con l’intelligenza artificiale per sciogliere la complessità di una malattia senza marcatore specifico attraverso l’analisi non lineare dei dati, è oggi un trend di ricerca nelle università più prestigiose del mondo”, ha detto Marco Mozzoni, direttore di Brainfactor Research.

“Tra l’altro – aggiunge – la bellissima immagine di copertina del nostro libro del 2010 che faceva il punto sullo stato dell’arte dei nostri avanzamenti in materia (Alzheimer, come diagnosticarlo precocemente con le reti neurali artificiali – NdR), ancora di stringente attualità come vediamo, ce l’aveva regalata proprio l’amico Paul Thompson, che in California oggi dirige il gruppo di ricerca da 18 milioni di dollari”…

Fonti:

Be the first to comment on "Alzheimer, in USA diagnosi precoce con IA"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.