Stimolazione magnetica; Rossini: va rimborsata

ROMA – “La stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) si è dimostrata uno strumento utile ed efficace nel trattamento di diverse patologie psichiatriche; non ha gli effetti collaterali della terapia elettroconvulsivante (ECT); sarebbe importante garantire questo trattamento inserendolo nell’elenco di quelli rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale”.

A parlare è il prof. Paolo Maria Rossini (nella foto), responsabile del Dipartimento Scienze neurologiche e riabilitative dell’IRCCS San Raffaele di Roma, che si occupa da oltre 30 anni di stimolazione transcranica con campi magnetici e ha curato le principali linee guida internazionali per il loro utilizzo clinico e di ricerca.

“Considerata la vasta letteratura scientifica – prosegue – crediamo sia opportuno inserire nel paniere dei trattamenti rimborsati dal SSN anche la TMS come peraltro avviene già in altri grandi paesi, in USA, Canada, Israele, Gran Bretagna, Germania, per il trattamento di alcune malattie psichiatriche, tra cui la depressione maggiore farmacoresistente”.

Le sedute con rTMS sono ambulatoriali, durano un’ora e non richiedono anestesia generale: in linea di massima servono cinque giorni alla settimana per tre settimane consecutive per ottenere risultati. “Questa metodica – prosegue Rossini – lungi dall’andare a sostituire i trattamenti farmacologici, sembra essere in grado di rendere più breve il loro periodo di innesco”.

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