SM, nuova proteina identificata al San Raffaele

MILANO – Un team tra National Institutes of Health (NIH) e IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano guidato dalla neurologa Martina Absinta (nella foto), di rientro in Italia dopo un periodo di intensa ricerca negli USA, ha identificato il ruolo chiave di una proteina prodotta dalla microglia nella progressione delle lesioni della sclerosi multipla progressiva, dimostrando la possibilità di ridurre lo stato infiammatorio bloccando la molecola.

“Nei pazienti – spiegano i ricercatori – alcune lesioni cerebrali causate dal processo infiammatorio tipico di questa malattia non si risolvono, ma anzi continuano a espandersi danneggiando aree sempre più estese del tessuto nervoso: queste lesioni in espansione sono chiamate placche croniche attive e contribuiscono alla progressiva perdita di funzioni cerebrali nelle forme più gravi.”

Nello studio italo-americano sono state analizzate oltre 66.000 cellule presenti sul confine delle lesioni in espansione, con profilazione individuale della loro espressione genica mediante sequenziamento dei trascritti di RNA nucleare.

“Grazie a questa mappa cellulare dettagliata – proseguono – abbiamo identificato l’importanza, nella progressione delle lesioni, della proteina C1q prodotta dalla microglia, le cellule del sistema immunitario che difendono il cervello, dimostrando in un modello animale che, bloccandola, è possibile ridurre lo stato infiammatorio.”

I risultati sono stati pubblicati ieri su Nature. Aprono la strada a nuovi potenziali approcci terapeutici alla gravosa condizione: un domani infatti, concludono i nostri, “l’infiammazione cronica nella sclerosi multipla progressiva potrebbe essere modulata farmacologicamente.”

Martina Absinta è considerata un “talento” dall’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove si era laureata in Medicina e Chirurgia, specializzata in Neurologia e aveva ottenuto un dottorato in Medicina Molecolare.

Poi, nel 2012 è stata chiamata in forza all’NIH di Bethesda, in quel di Washington, dove il suo gruppo di ricerca ha “riscoperto la presenza di vasi linfatici nella dura madre delle meningi”.

“Riscoperto – specifica la ricercatrice milanese in una recente intervista – perché già descritti nell’Ottocento dall’anatomista italiano Paolo Mascagni, ma non considerati per circa duecento anni dall’intera comunità scientifica”.

Lo studio

Absinta, M., Maric, D., Gharagozloo, M. et al. A lymphocyte–microglia–astrocyte axis in chronic active multiple sclerosis. Nature (2021). https://doi.org/10.1038/s41586-021-03892-7.

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