SIT 2015: a Milano la Settimana dell’informazione terapeutica

Anche in Lombardia la crisi si fa sentire, soprattutto per quanto riguarda la capacità del mercato del lavoro di assorbire i giovani laureati. Questo il dato che emerge dal rapporto “Specula”, una recente indagine realizzata da Formaper, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano grazie al contributo di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Camera di commercio di Milano in partnership con province e università lombarde.

La ricerca ha evidenziato che un terzo dei laureati in Lombardia a un anno dalla laurea è senza lavoro e circa uno su venti (4,7%) trova occupazione fuori regione e all’estero. Sono soprattutto ingegneri, professionisti del settore sanitario e laureati in economia quelli che vanno all’estero mentre sempre più laureati tra quelli che hanno trovato lavoro in Lombardia sono sotto inquadrati (il 48% dei laureati triennali e il 35% dei laureati magistrali) e sono occupati con una qualifica per la quale non è richiesto neanche il diploma.

Chi ha studiato materie umanistiche e in particolare scienze psicologiche, si trova attualmente scarsamente occupato, con lavori non continuativi e spesso non coerenti col proprio percorso di studi. Il dato paradossale però è che gli iscritti a questi corsi di laurea non accennano a ridursi, anzi nelle maggiori università lombarde il numero dei giovani che aspirano a diventare psicologi rileva incrementi elevatissimi, anche del 22%, evidenziando un interessante sempre maggiore avvicinamento alla materia “freudiana” ma accendendo un allarme sulla rinnovata saturazione del mercato, orma da anni reso sempre più “affollato”.

Nell’A.A. 2014/2015 Milano Bicocca ha registrato 2219 iscrizioni a fronte di 405 posti, l’Università San Raffaele di Milano 274 iscrizioni a fronte di 90 posti, l’Università statale di Pavia 753 iscrizioni a fronte di 142 posti e l’Università di Bergamo con un aumento del 40% rispetto allo scorso anno ha registrato 816 iscritti al test d’ingresso a fronte di 300 posti. Una domanda del 25% in più rispetto alla reale richiesta delle università: un candidato su 4 avrà la reale opportunità di affrontare questo percorso di studi.

Anche il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP) ha recentemente presentato il Decalogo “La riforma della formazione degli psicologi”, denunciando il sovraffollamento della categoria in Italia (andiamo verso gli 80.000) e ponendo alcuni spunti di riflessione su nuovi percorsi formativi per facilitare l’accesso dei giovani professionisti al mercato del lavoro e garantire agli utenti adeguati livelli di qualità del servizio.

Senza entrare nel merito della bontà o meno di questo Decalogo ci soffermiamo sulla processualità del percorso di studi dello psicologo in funzione di un’analisi del suo impegno post-universitario e dei dati relativi alla difficile ricerca di occupazione. Scegliere una strada formativa significa farsi carico del proprio percorso, quello universitario, quello specializzante e quello lavorativo. Compito del CNOP, e maggiormente degli Ordini Regionali, è quello di tutelare tale “processualità”, ponendo i criteri per formazione adeguata e attenta ai reali bisogni della società odierna, difendendo le basi una scelta post-universitaria consapevole e curando la successiva ricerca di lavoro.

L’aspirante psicologo, dopo aver frequentato i cinque anni di università, essersi speso in un tirocinio professionalizzante e aver affrontato l’Esame di Stato, si iscrive ad una scuola di specializzazione che durerà ulteriori 4 anni “vestendolo” di un modello d’intervento terapeutico che rappresenterà la sua cultura lavorativa a disposizione dei sui futuri utenti/pazienti. In Lombardia esistono 56 scuole di Specializzazione riconosciute dal MIUR, di cui 48 situate solo a Milano. I piani formativi proposti, sviluppati su teorie e semantiche diverse, si compongono di lezioni frontali e momenti esperienziali, affiancati da un’importante terapia/formazione personale e da un tirocinio pratico che permette allo studente di riconoscersi sempre più come professionista e psicoterapeuta, diventando portatore di questa cultura. Scegliere la scuola di specializzazione è un passo importante e deve necessitare di uno spazio di pensiero adeguato basato sulla consapevolezza che il proprio orientamento terapeutico diventi l’espressione del proprio modello di riferimento più appropriato.

Quasi il 10% della popolazione italiana presenta oggi disturbi psichici e psicologici. Il dato è stato presentato nel corso del Workshop tenutosi a Milano nel 2012 dal titolo “Dalle patologie dei grandi numeri ai disturbi psichici emergenti”. Da questo studio emerge che la Lombardia appare la regione italiana con il maggior numero di pazienti: oltre 904.000 persone chiedono il supporto di una psicoterapia. I dati evidenziano inoltre che tra i pazienti molte sono le donne, che una quota significativa è costituita da ultra-settantenni e che una percentuale di crescita preoccupante riguarda i giovani con meno di 30 anni.  Queste considerazioni pongono inevitabilmente l’accento sulle tematiche di carattere sociale, sul benessere lavorativo, sulla gestione delle emergenze, sulle problematiche all’interno delle scuole, sulle questioni d’integrazione culturale, sulla cura dell’anziano e delle famiglie.

In tal senso, dare un significato alla scelta della scuola di psicoterapia significa tutelare la professione, con l’idea e la convinzione che un’informazione sui modelli terapeutici qualitativamente adeguata, condivisa e coordinata produca buone culture, ergo una risposta plausibile alla domanda dell’utente/paziente che si mette nelle mani di un professionista del settore psicologico.

Tutelare la scelta di questi circa 1200 nuovi psicologi lombardi, che ogni anno scelgono di intraprendere tale percorso, vuole dire tutelare indirettamente i 904.000 bisogni psicologici soggettivi e di conseguenza portare beneficio e benessere alla società stessa. Scegliere un percorso non adatto, e quindi eventuali abbandoni o ritardi, allunga inevitabilmente la processualità formativa e quindi la risposta adeguata alla società.

In tal senso la Regione Lombardia, i diversi comuni e l’Ordine Regionale hanno da sempre dimostrato particolare interesse nei confronti dell’argomento, patrocinando iniziative di informazione psicologica come il MIP, presenziando a molti eventi culturali di carattere divulgativo come il Festival della Cultura Psicologica e supportando progetti interessanti a tutela delle diverse scuole di psicoterapia. Non ultimo la collaborazione tra Regione, Comune ed Ordine Regionale in alcune iniziative inserite nel progetto EXPO 2015 su tematiche psicologiche e alimentari.

Il progetto SIT – Settimana Informazione Terapeutica (che si svolgerà a Milano dal 24 al 28 marzo 2015) – nasce e si sviluppa all’interno di due Associazioni di psicologia lombarde che lavorano per e con i giovani colleghi. Spazio Iris si occupa da sempre di formazione qualitativa e di tutela della professione, GPL pone l’accento proprio sulla tutela del giovane collega. Il mix di professionisti che compongono questi due gruppi associativi ha permesso di sviluppare un progetto coraggioso di informazione e divulgazione della cultura terapeutica che vuole diventare fin dalla prima edizione un punto fermo all’interno della processualità formativa dello psicologo.

Il progetto SIT non si pone come un semplice open-day, in cui le scuole di specializzazione presentano il loro percorso di studi portando la testimonianza diretta del direttore o di un docente di spicco, bensì crea una “narrazione” della scelta, riducendo gli aspetti di formalità e permettendo agli studenti di acquisire le informazioni che ritengono più adatte e utili nel loro individuale processo di scelta.

Per raggiungere questa importante e coraggiosa aspettativa, il SIT si sviluppa appunto come un momento informativo esplicitato progettualmente nell’incontro tra lo studente in uscita e lo studente in entrata, come passaggio tra generazioni professionali vicine e distanti allo stesso modo. Un movimento culturale che permette allo studente del quarto anno, in chiusura del suo percorso, di essere il portatore del modello terapeutico.

La “narrazione” si sviluppa anche attraverso iniziative parallele, dalla possibilità di partecipare a laboratori esperienziali alle interviste di personaggi dello spettacolo su tematiche psicologiche, dalla divulgazione dell’evento in tutte le università alla collaborazione e adesione di tutte le scuole di psicoterapia del territorio lombardo, dalla costruzione di un vademecum sulla scelta alla storicità di un sito internet.

Un “narrazione” che vuole inserirsi all’interno dei progetti di orientamento alla formazione post-universitaria pensati e attivati dall’Ordine Psicologi della Lombardia, portando una possibilità innovativa nel processo di contatto e/o confronto diretto tra le scuole e i futuri studenti.

Per maggiori informazioni www.informazioneterapeutica.it

Dott. Luca Granata
Responsabile progettazione e sviluppo del progetto SIT

Image credits: Shutterstock

Be the first to comment on "SIT 2015: a Milano la Settimana dell’informazione terapeutica"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.