Sinp 2012: il futuro, BCI e potenziali evocati

Sinp 2012: il futuro, BCI e potenziali evocati.ROMA – Una panoramica sul futuro della ricerca e della clinica dei disturbi neurologici è stata tracciata a Roma al congresso della Società Italiana di Neuropsicologia (Sinp), dove si è parlato anche di interfacce cervello computer e di nuove tecnologie che possono consentire di comprendere meglio i disordini di coscienza e rendere possibile la comunicazione con persone con gravi lesioni cerebrali.

“Le interfacce cervello computer (meglio conosciute come “BCI” da Brain Computer Interface – NdR) sono strumenti di comunicazione che consentono a un individuo di inviare messaggi o comandi al mondo esterno senza sfruttare le normali vie di output, quali i nervi periferici e i muscoli. Molte BCI sfruttano l’acquisizione di segnali elettroencefalografici (EEG) e tra questi alcuni sistemi analizzano il potenziale evento correlato P300 e lo traducono in segnale di controllo P300-BCI”.

Così A. Riccio e i colleghi del Neuroelectrical Imaging and BCI Lab della Fondazione Santa Lucia di Roma, insieme ai ricercatori del BBCI Group del Berlin Insitute of Technology, hanno spiegato al congresso Sinp il funzionamento di queste nuove apparecchiature che la tecnologia attuale rende sempre più disponibili per la ricerca e per la clinica.

Il gruppo di ricerca ha illustrato un caso studio di una paziente di 48 anni che riporta un ictus ischemico tronco-encefalico con conseguente deficit motorio e comunicativo molto grave, coinvolta nella valutazione di due diversi sistemi P300-BCI: il primo basato su un paradigma uditivo (Amuse, Schreuder et al., 2011), il secondo su di un paradigma visivo (Photobrowser, Tangermann et al., 2011), previo esame neuropsicologico delle sue funzioni attentive ed esecutive.

Dai risultati del controllo online delle due BCI si è evidenziata una discrepanza che potrebbe essere spiegata dai deficit cognitivi della paziente oggetto di studio: le disfunzioni inerenti all’attenzione e alla memoria non hanno consentito alla paziente di affrontare il compito richiesto per controllare la BCI uditiva, che implicava funzioni mentali diverse rispetto al paradigma visivo, quest’ultimo affrontato con esito positivo.

“E’ importante dunque considerare le capacità cognitive dei potenziali utenti BCI al fine di sviluppare BCI flessibili e adattabili ai pazienti, così come di comprendere potenzialità e limiti di tali strumenti”, hanno sottolineato i ricercatori.

M. Risetti e colleghi hanno a loro volta presentato uno studio sui potenziali evocati di natura linguistica quale possibile chiave di accesso ai disturbi di coscienza. La ricerca è consistita nell’esame di pazienti affetti da Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA), dei quali sono state valutate le abilità di elaborazione semantica e sintattica tramite il paradigma di Kutas e Hillyard, consistente in un compito di ascolto di frasi la cui parola finale può essere semanticamente coerente o incoerente rispetto al contesto.

E’ noto che questi pazienti possono riportare disturbi che vanno dallo Stato di Minima Coscienza (SMC) caratterizzato da una minima capacità di risposta allo Stato Vegetativo (SV) dove invece generalmente si riscontra un’inabilità assoluta di risposta. Questa situazione clinica non consente alcuna manifestazione comportamentale a causa di una gravissima compromissione dell’output motorio o dell’iniziativa psicomotoria.

La ricerca ha mostrato come una lesione dell’emisfero destro evidenzi una N400 (potenziale evocato che riflette l’elaborazione semantica) e una P600 (potenziale evocato che rispecchia l’elaborazione sintattica del linguaggio) paragonabili a quelle elicitate dei soggetti di controllo, mentre come una lesione dell’emisfero sinistro porti invece a una latenza maggiore di ambedue le componenti e a una riduzione in ampiezza dell’N400.

“Grazie all’utilizzo di questo paradigma – spiegano i ricercatori – si sono poste le basi per valutare le capacità di comprensione di questi individui, che risulterebbero altrimenti inaccessibili; infatti le abilità cognitive di questi pazienti sono poco note, poiché non sono soggette a possibili valutazioni, soprattutto per quanto concerne le modalità verbali di approccio col paziente”.

Chantal Mondini
Laboratorio di Comunicazione giornalistica
Università degli Studi di Milano Bicocca

Reference:

Congresso annuale della Società Italiana di Neusopsicologia (Sinp), Fondazione Santa Lucia, Roma, 9-10 Novembre 2012, http://www.sinp-web.org

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