Sanità di crisi, gli Italiani si rivolgono al pubblico

Sanità di crisi, gli Italiani si rivolgono al pubblico.Di questi tempi è ben il “35% degli italiani ad accettare liste di attesa più lunghe, il 18% a rinviare visite specialistiche private e cure odontoiatriche, per risparmiare su prestazioni che in altri tempi avrebbe acquistato direttamente dalle strutture private, pagando di tasca propria”… E’ quanto comunica oggi il CENSIS in una nota stampa.

“Gli effetti della crisi economica sul rapporto degli italiani con la spesa per la salute si sono dunque manifestati nella tendenza a ricorrere più che nel passato alla sanità pubblica, accettando maggiori disagi e tempi più lunghi, per contenere la spesa privata. E si è accentuato anche il ricorso a una strategia del rinvio delle prestazioni sanitarie meno urgenti”, si legge nella nota.

Quest’anno quasi il 18% degli italiani avrebbe rinunciato a una o più prestazioni sanitarie (visite specialistiche, cure odontoiatriche, ecc.) per motivi economici.

Quasi il 21% degli intervistati ha anche ridotto l’acquisto di farmaci pagati di tasca propria.

Male anche per le badanti. Oltre alle prestazioni sanitarie, quasi il 7% degli italiani ne ha dovuto fare a meno, a causa della crisi. La percentuale sale al 7,7% al Sud e al 17,3% nelle città con 100-250 mila abitanti.

“Si può prevedere che la domanda di prestazioni sanitarie pubbliche sia destinata ad aumentare anche nell’anno nuovo”, sottolineano al CENSIS.

I dati sono una anticipazione di ciò che verrà analizzato dal “Monitor” del Forum per la Ricerca Biomedica e del Censis, che verrà presentato nei prossimi mesi.

 

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