Riabilitazione neuropsicologica, linee guida in vista

Riabilitazione neuropsicologica, linee guida in vista.ROMA – Anche l’Italia avrà le sue nuove Linee guida per il trattamento riabilitativo dei disturbi cognitivi, emozionali e comportamentali causati da danno cerebrale. Sono il risultato di una Consensus conference promossa dalla Società Italiana di Neuropsicologia (SINP) e presieduta da Elisabetta Làdavas dell’Università di Bologna. Saranno presentate domani a Roma all’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Malattie cerebrovascolari, traumi cranici, demenze, sclerosi multipla e Parkinson sono le principali patologie che causano lesioni o disfunzioni cerebrali che possono alterare le funzioni neuropsicologiche e influenzare lo stato di salute, l’autonomia e l’integrazione sociale delle persone che ne sono colpite. Oggi, con un opportuno programma di riabilitazione, è possibile ridurre queste disabilità, limitando i deficit cognitivi e favorendo il reinserimento sociale dei pazienti.

“L’aumento della sopravvivenza dopo gravi lesioni e traumi cranici, il miglioramento nelle terapie di alcune malattie neurologiche e l’invecchiamento della popolazione sono i principali fattori che determinano una richiesta crescente di interventi neuropsicologici; è perciò ormai necessaria un’attenta programmazione di politica sanitaria anche in questo ambito clinico”, spiega Elisabetta Làdavas, del Centro studi e ricerche in Neuroscienze cognitive dell’Università di Bologna e presidente della consensus conference “La riabillitazione neuropsicologica della persona adulta”,  promossa dalla Società Italiana di NeuroPsicologia (SINP) insieme ad Associazione Italiana di Psicologia (AIP), Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in  Neuropsicologia (GIRN), Società degli Psicologi dell’Area Neuropsicologica (SPAN ), Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFeR ), Società Italiana di Neurologia (SIN), Società Italiana Riabilitazione Neurologica (SIRN), e in collaborazione con le associazioni dei familiari dei pazienti Aima, Fnatc, Aita, Alice .

“In diversi contesti clinici e scientifici si è posta l’esigenza di definire le linee guida relative alle evidenze di efficacia degli interventi terapeutici – precisa Làdavas – e l’incontro di domani all’Istituto Superiore di Sanità ha proprio lo scopo di comunicare i risultati ottenuti dalla nostra Consensus conference, uno strumento di lavoro per affrontare la questione e indagare lo stato dell’arte della riabilitazione neurospicologica in una prospettiva ampia. Non ci siamo basati infatti solo sull’evidenza di efficacia dei possibili interventi, ma abbiamo considerato le implicazioni sociali e gli aspetti organizzativi e quelli formativi del percorso terapeutico”.

“I dati epidemiologici rilevano la notevole dimensione del problema: si stima che in Europa più di sette milioni di persone soffrano di demenza, che in Italia ci siano tra 200 e 400mila persone con il Parkinson e 57mila siano affette da sclerosi multipla. Parliamo quindi di persone che potrebbero giovarsi di un adeguato programma di riabilitazione”, aggiunge Stefano Paolucci, dell’Ospedale Santa Lucia di Roma.

La riabilitazione neuropsicologica è oggi in possesso di un armamentario di interventi terapeutici fondati su un’ampia base teorica di conoscenze fornite dalla ricerca scientifica specializzata. E non si esclude la possibilità di associare interventi tradizionali di riabilitazione (comportamentali, cognitivi e psicoterapeutici) con trattamenti avanzati di stimolazione cerebrale, trapianto di cellule nervose, terapie geniche, interfacce cervello – macchina (BMI), e così via.

“E’ noto che grazie alla neuroplasticità del cervello, anche i neuroni colpiti dalla lesione, purché sopravvivano alla lesione stessa, possono ristabilire connessioni sinaptiche con utili potenzialità funzionali: la neuroplasticità non è proprietà solo del sistema nervoso immaturo, ma anche di quello adulto e dell’anziano, sempre al servizio dell’apprendimento e della memoria” spiega Giovanni Berlucchi, del Dipartimento di Scienze neurologiche dell’Università di Verona e presidente della giuria. “Ma per avere successo – precisa Berlucchi – questi tentativi sincretici di riabilitazione neuropsicologica dovranno basarsi su teorie e modelli ispirati da ricerche solide e innovative e su pratiche ortodosse, perché solo così sarà possibile offrire speranze concrete di un recupero funzionale, e non promesse illusorie, a chi soffre di disturbi neuropsicologici”.

“È dunque necessaria una collaborazione sempre più forte tra chi fa ricerca e chi lavora a diretto contatto con i pazienti: dai nostri studi infatti possono derivare ricadute importanti per la pratica riabilitativa e possono emergere indicazioni e strumenti utili per soddisfare al meglio le esigenze dei pazienti”, commenta Raffaella Rumiati, docente di Neuropsicologia alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste. “Purtroppo, a fronte dei notevoli progressi scientifici – concordano gli esperti – rimangono ancora carenti gli aspetti di tipo organizzativo: è necessaria dunque una adeguata riorganizzazione dei servizi per la riabilitazione, che tenga conto dei progressi e dei nuovi percorsi formativi utili alla realizzazione di qualificati team di lavoro in grado di offrire un intervento riabilitativo efficace”.

La presentazione delle nuove linee guida si svolgerà nell’Aula Rossi dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, con inizio alle ore 10:30, alla presenza di neuroscienziati, fisiatri, logopedisti, fisioterapisti e altre figure professionali della riabilitazione, rappresentanti di istituzioni sanitarie, di associazioni di pazienti e di familiari. Parleranno fra gli altri: Nicola Vanacore, Elisabetta Làdavas, Stefano Paolucci, Giovanni Berlucchi, Stefano Cappa, Giuseppe Vallar.

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