Psicologi FVG: nuovo presidente chiede selezione all’ingresso

Increase«Numero chiuso alla facoltà di Psicologia, per non creare disoccupati e garantire alti standard professionali. Oltre la metà dei colleghi iscritti all’Ordine regionale svolge altre professioni». In pratica chiede una «selezione all’ingresso» il neoeletto presidente dell’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia, Roberto Calvani, come si legge oggi in una nota.

«A fronte di un fabbisogno nazionale di 500 psicologi, ci sono 15 mila laureati all’anno – spiega Calvani –; si pensi che nel solo Friuli Venezia Giulia degli oltre 1800 iscritti all’Ordine circa la metà riesce a esercitare la professione, quindi serve in primis regolare l’accesso agli studi accademici e curare la formazione post laurea per garantire la qualità dei professionisti. Su questo aspetto si deve lavorare da subito a tutti i livelli». Tra i fondatori dell’Ordine nel 1992 e già vicepresidente dal 2005 al 2008, Calvani, nato a Motta di Livenza (Treviso) nel 1957, è attualmente dirigente psicologo presso l’ASS n.4 Medio Friuli.

«Punti qualificanti del mio programma – prosegue Calvani – sono prioritariamente la formazione degli iscritti e la diffusione della cultura della qualità delle prestazioni professionali; con il nuovo consiglio mi impegnerò a promuovere la professione in tutte le sedi istituzionali. La centralità della persona nella professione dello psicologo rende indispensabile creare un dialogo fra l’Ordine e la comunità in cui si opera per interpretare al meglio le esigenze di tutti, pazienti e tessuto sociale».

Oltre a Calvani, il nuovo Consiglio del FVG è composto da: Leila Rumiato (vicepresidente), Simona Mreule (segretario), Evgenia Gasteratou (tesoriere), Giandomenico Bagatin, Fabio Barban, Antonella Besa, Margherita Bottino,  Erica Cossettini, Nerina Fabbro, Maria Fiorini, Denis Magro, Giovanni Ottoboni, Marco Pizzi, Erika Celotti.

Marco Mozzoni, candidato indipendente al Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, in cui si voterà da domani a domenica nella sede di corso Buenos Aires 75 a Milano, ha così commentato la notizia: “Certo, la sovrappopolazione degli psicologi rispetto al mercato attuale è un dato di fatto. E se in Friuli ci sono 1.800 psicologi, in Lombardia siamo in 16.000, dieci volte tanto! Ma proprio per questo non sono convinto che le ‘selezioni all’ingresso’ (già presenti peraltro nelle università e nelle scuole di psicoterapia) possano essere la soluzione. Tanti giovani possono portare idee e soluzioni nuove, soprattutto quelli che amano cantare fuori dal coro e che spesso falliscono ai quiz.”

“Non dobbiamo autoridurci considerandoci un problema – prosegue Mozzoni – ma fare esattamente il contrario: puntare alla conquista di nuovi mercati, migliorando però in via preventiva – dopo esserci ben guardati allo specchio – la nostra offerta, cioè le nostre reali competenze e la nostra efficacia clinica, in modo da riuscire a rispondere sempre meglio e con più vantaggioso rapporto costi – benefici alla nuova domanda delle persone che chiedono aiuto, a noi o ad altri professionisti se noi non ci dimostriamo adeguatamente risolutivi. Altrimenti ci condanniamo da soli a restare indietro e a segnare il passo per altro tempo perso ancora, negandoci il futuro. Non credo sia vincente, se mai lo è stato, arroccarsi su posizioni difensive. E’ vincente invece, a mio avviso, accettare di buon grado la sfida, riconoscendo che serve molto impegno e nulla ci è dovuto.”

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