Polizia, meno probabile reazione inadeguata all’offesa se agente ragiona in multitasking

sparatoriaIn situazioni estreme, dove la rapidità delle decisioni fa la differenza, poliziotti con una più efficiente memoria di lavoro e capaci di pensare in “multitasking”, avrebbero minori probabilità di sparare a persone disarmate, riuscendo a controllare in maniera più adeguata le proprie emozioni. Lo ha messo in luce uno studio della Georgia State University di Atlanta, in via di pubblicazione su Applied Cognitive Psychology (Heather Kleider et al., Shooting Behavior: How Working Memory and Negative Emotionality Influence Police Officer Shoot Decisions, App Cog Psych, in press).

Come si legge nel comunicato della Georgia State, “studi precedenti avevano esaminato fattori quali l’etnia, gli stereotipi, il tasso di criminalità dei quartieri ecc., ma questo è il primo studio che analizza gli effetti delle caratteristiche dei poliziotti (emozioni negative, capacità della memoria di lavoro, abilità di elaborazioni mentali in multitasking) nel processo decisionale che porta all’utilizzo dell’arma in situazioni estreme”.

I poliziotti che hanno partecipato allo studio sono stati sottoposti a un test di misurazione della capacità di memoria di lavoro (working memory) e successivamente alla visione di un filmato che rappresentava un agente conivolto in una sparatoria. Durante la visione del filmato, sono state misurate nei soggetti le emozioni negative e il livello di stress, incluso battito cardiaco e livello di sudorazione. In un video successivo (in cui si vedeva una persona armata e una persona disarmata con in mano un cellulare, mostrate per una sola frazione di secondo) i soggetti dovevano decidere nel più breve tempo possibile se sparare o meno e a chi, premendo un diverso pulsante. L’analisi dei dati ha mostrato che, fra i poliziotti con più elevati livelli di emozioni negative, una minore capacità di memoria di lavoro aumentava la probabilità di sparare alla persona disarmata. I poliziotti con maggiore capacità di memoria di lavoro sembravano controllare meglio le emozioni negative e prendere decisioni più adeguate alla situazione.

I ricercatori non sono ancora certi della possibilità di migliorare l’efficienza della memoria di lavoro attraverso un training specifico, ma stanno già programmando studi di ampia portata finalizzati a verificare se l’addestramento e gli anni di esperienza possano e come influenzare il processo decisionale degli agenti in caso di sparatorie.

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