Per colpa di qualcuno…

Come non ricordarsi i cartelli dietro ai banconi delle trattorie di una volta…

“Per colpa di qualcuno, non si fa più credito a nessuno”

Mi davano da riflettere. Non tanto sul fatto che in giro c’è gente furbetta, quello era ovvio anche al bambino. Ma sulla delega di responsabilità di una decisione a fantomatici altri, a quei “qualcuno” senza volto e senza nome che sembrano prenderci gusto a rovinare la festa.

Saltando all’oggi, è ormai abitudine in rete che – rovesciando opportunamente i termini – qualcuno lavora, gli altri si approfittano. Basta un copia incolla ed ecco rimpolpato “a ufa” un sito ingannevole, che dà a intendere di informare, mentre di soppiatto ti vuol vendere qualcosa.

Per non parlare delle proposte (oscene, giornalisticamente) che negli ultimi mesi incalzano le redazioni. Del tipo: “per pubblicare un articolo che parla del mio cliente, quanto vuoi?” Speriamo nessuno dei colleghi si presti al gioco: è prostituzione. Mediatica, ma pur sempre prostituzione.

Ora, Brainfactor nel 2008 partiva con nobili propositi, in modo ostinato tenendo nel tempo come orizzonte la propria utopia. A scanso d’equivoci, niente pubblicità da parte di farmaceutiche. Cosa che poi si è trasformata in niente pubblicità tout court, nemmeno quelle facili facili di google.

Un altro cavallo di battaglia è stato e rimane l’Open Access: tutti dovrebbero avere la possibilità di accedere gratuitamente agli articoli in versione integrale. Così non abbiamo mai chiesto soldi a nessuno per leggerli. E, su queste corde – per dire – neppure contributi all’editoria.

In merito ai diritti di copyright, come tante altre riviste e giornali, abbiamo creduto nella politica di Creative Commons (C.C.), che andava a definire uno standard per le differenti forme di utilizzo consentito dei contenuti, cercando di tutelare in equa misura sia gli uni che gli altri.

Idealmente, se vengono “ripresi”, se vengono “rilanciati”, è acqua che torna al mulino della divulgazione e di chi li ha prodotti. Vero, ma a condizione che l’utente finale abbia modo di intuire al volo che ciò che vede non è di chi glielo serve precotto, ma della rispettiva fonte a cui può risalire.

Robbie Morrison – Own work – Redrawn slide from presentation of Ana Persic, Division of Science Policy and Capacity-Building (SC/PCB), UNESCO (France) presentation to Open Science Conference 2021, ZBW — Leibniz Information Centre for Economics, Germany. CC BY 4.0

Le testate giornalistiche come la nostra, registrata al Tribunale e con un direttore responsabile che ne garantisce la linea editoriale nel contesto di una deontologia che per fortuna c’è e non da ieri, scelgono liberamente cosa, quanto e come dare la possibilità di usare i propri contenuti.

In altri termini, le modalità del “credito”. Noi avevamo fatto una scelta molto generosa. Forse troppo, ma così ci andava. E qualcuno se n’è approfittato, spesso in modo davvero sfacciato. Improvvisandosi per quel che non è, dando a credere al suo “target” qualcosa di non vero.

Sia chiaro una volta per tutte: Brainfactor non è un’operazione commerciale. Chi vi scrive lo fa in modo spontaneo e volontario, nello spirito del servizio. Stiamo parlando di ricercatori, docenti, clinici, studiosi, personale sanitario, per la gran parte abilitati da Ordini professionali.

Gli argomenti che trattiamo sono complessi, riguardano neuroscienze e discipline affini: affrontiamo problematiche che meritano preparazione e cautela, perché hanno a che fare con la salute delle persone. È un terreno molto delicato, che va preservato dai venditori di fumo.

Chi ci tira allora per la giacchetta in modo disonesto, in contesti che non ci appartengono né rappresentano, mischiando le carte per tornaconto personale, oltre a ledere l’immagine e la reputazione della testata e dei suoi Autori, danneggia in primo luogo i lettori.

Taluni magari in buona fede (ci piace pensarla così, al posto di leggervi pura ignoranza). Talaltri invece con una malizia intrinseca che trasuda evidente malafede. Ed è un peccato, perché avrebbero potuto arrivare allo scopo se avessero agito anche soltanto in modo un po’ più… furbo, appunto.

A stare tutti alle regole, con un minimo di etica professionale, di ragionevolezza, di rispetto, di eleganza, non ci sarebbero problemi di sorta. Quando si è in dubbio, basta chiedere all’Autore, nella fattispecie al direttore. E chissà mai che da un contatto possa nascere una collaborazione.

Visto come sono andate le cose, da direttore responsabile mi assumo l’onere di cambiare la regola. Da oggi Brainfactor non fa più credito a nessuno. Proprio come la vecchia trattoria. E quanto pubblicato, salvo diversamente indicato, non sarà più (ri)utilizzabile, nemmeno in licenza C.C.

Scrivere un articolo scientifico richiede tempo, esperienza, impegno. Divulgativo, forse ancora di più. È giusto che anche i “qualcuno” senza volto e senza nome imparino a camminare con le proprie gambe, investendoci del proprio. A partire da zero.

Non vogliamo privarli del diritto di crescere.

Marco Mozzoni

“‘Trattoria Sora Lella’ at Isola Tiberina in Rome” by Carlo Raso is marked with CC PDM 1.0

About the Author

Marco Mozzoni
Direttore Responsabile

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