Neglect, presto riabilitazione take-away

Validato in Italia un trattamento riabilitativo per la negligenza spaziale conseguente a lesione cerebrale che può essere somministrato a casa del paziente direttamente dai suoi familiari.

A proporlo è un gruppo di neuropsicologi guidati da Paola Fortis e Giuseppe Vallar, dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano, in uno studio recentemente pubblicato sull’autorevole rivista Cortex.

La negligenza spaziale è un disturbo neuropsicologico che provoca l’incapacità di esplorare ed eseguire azioni dirette verso una porzione del proprio spazio visivo. Solitamente questo disturbo deriva da una lesione cerebrale destra, per cui il paziente non è consapevole della presenza di stimoli, oggetti o persone nella parte sinistra (controlaterale) dello spazio. La negligenza causa spesso una drastica riduzione dell’autonomia della persona che ne soffre e la conseguente necessità di una costante supervisione.

Un trattamento ampiamente utilizzato è l’adattamento prismatico. Al paziente è chiesto di indicare un oggetto con il dito mentre indossa degli speciali occhiali con delle lenti che deviano il campo visivo di 10-15° verso destra. In questo modo, si abitua a deviare i suoi movimenti corporei per correggere la deviazione artificialmente indotta dagli occhiali. L’effetto di deviazione permane dopo la rimozione degli occhiali per un tempo variabile in funzione della durata del trattamento, e il paziente torna così ad esplorare ed eseguire movimenti anche verso la parte sinistra del campo visivo.

Tuttavia, per ottenere miglioramenti duraturi, è necessario che il trattamento sia somministrato una o due volte al giorno, in sedute di circa 20 minuti, per almeno due settimane. Sebbene il trattamento classico duri solo due settimane, per molti pazienti può rappresentare un impegno gravoso dal punto di vista economico e logistico.

Fortis e collaboratori hanno quindi sviluppato un trattamento con adattamento prismatico facilmente somministrabile a casa del paziente da parte di un familiare addestrato, e ne hanno poi verificato l’efficacia su un gruppo di nove pazienti con negligenza.

Il trattamento proposto prevedeva di svolgere per 20 minuti, indossando le lenti prismatiche, delle attività simili a quelle che il paziente svolge quotidianamente nelle quali è richiesto di maneggiare degli oggetti con entrambe le mani. Le attività scelte sono state pensate per essere più piacevoli e coinvolgenti rispetto al compito di indicazione classico. Ad esempio, al paziente poteva essere chiesto di comporre un puzzle, giocare a carte o giocare con il domino.

In seguito, sempre indossando le lenti, il paziente svolgeva per 10 minuti delle attività libere inizialmente concordate con lo sperimentatore sulla base delle proprie preferenze personali, come ad esempio dipingere o usare dispositivi elettronici.

Sulla base dei risultati ottenuti, gli autori suggeriscono che due sessioni di trattamento al giorno per due settimane, svolte a casa del paziente, determinano, per almeno sei mesi, una riduzione significativa dei disturbi da negligenza.

Il trattamento messo a punto dai ricercatori italiani è pertanto efficace al pari dell’adattamento prismatico classico, ma, rispetto ad esso, senz’altro più piacevole e coinvolgente. Un ulteriore vantaggio del trattamento proposto è che può essere facilmente svolto a casa con il solo aiuto di un familiare.

In questo modo il paziente può evitare dispendiose visite ai centri specializzati nella riabilitazione e può usufruire del trattamento per un tempo maggiore rispetto a quanto avviene con gli interventi classici.

Eloisa Iellici

Lo studio

Fortis, P., Ronchi, R., Velardo, V., Calzolari, E., Banco, E., Algeri, L., Spada, M. S., & Vallar, G. (2018). A home-based prism adaptation training for neglect patients. Cortex.

Image credits: ESB Professional. Female doctor with patients at the background. Shutterstock.com

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