Malattia fisica e intervento psicologico

La gestione della malattia cronica, cronico-degenerativa o disabilità motoria a livello psicologico può essere piuttosto impegnativa: è fonte di stress e, come sottolinea la letteratura scientifica (Friedman, 2011), può essere associata all’emergere di specifici sintomi psichici, e difficoltà cognitive ed emotive: ansia, attacchi di panico, depressione, per citarne solo alcuni.

La malattia fisica o disabilità motoria, tuttavia, può essere vissuta anche come un’opportunità di crescita personale, di sviluppo di competenze, e di integrazione sociale. Numerose ricerche condotte nell’ambito della Psicologia Positiva (PP) sottolineano che gli individui sono in grado di percepire un buon livello di qualità di vita anche in condizioni di salute sfavorevoli (Delle Fave e Bassi, 2013).

Cambiamenti positivi di personalità, aumento delle risorse personali, ridefinizione dei propositi e delle priorità di vita, maggiore spiritualità, relazioni più intime con gli altri emergono in numerose ricerche condotte con persone con patologie anche gravi (King e Miner, 2000; Sodergren e Hyland, 2000; Urcuyo et al., 2005).

Al fine di aiutare le persone con malattie organiche e loro familiari a curare/gestire i sintomi e le difficoltà emotive e psicologiche, e promuovere benessere e buona qualità di vita, gli psicologi di Psicofisis adottano un approccio integrato di Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) e di Psicologia Positiva (PP), che possiamo riassumere in 6 punti sostanziali:

  1. valutazione sia dei sintomi e delle difficoltà che delle risorse psicologiche presenti, e dei facilitatori al funzionamento ottimale di ciascuno, come sottolineato dalle linee guida dell’International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF, OMS, 2001);
  2. interventi di TCC: sull’asse comportamentale, per prima cosa lavoriamo sull’implementazione di piccoli cambiamenti dei ritmi e delle abitudini di vita che possono facilitare l’aumento del tono dell’umore e la gestione dei sintomi fisici, attraverso il diario dei sintomi e dell’energia. Sull’asse cognitivo, attraverso tecniche di ristrutturazione e dialogo socratico, entriamo nel merito della gestione dei sintomi di ansia e depressione, ossessioni e compulsioni etc… L’approccio della TCC si è dimostrato essere utile ed efficace in studi singoli e metanalisi condotti con persone con patologie oncologiche (Akechi et al., 2008; Beltman et al., 2010; Moorey e Greer, 2012);
  3. intervento di PP n1. Aumento delle emozioni positive della vita quotidiana. Secondo il modello della Broaden and Build Theory di Barbara Fredrickson, le emozioni positive espandono il repertorio cognitivo e il comportamento; questo ampliamento favorisce lo sviluppo di risorse stabili nel tempo. Uno studio condotto con donne con disabilità moderate e gravi ha dimostrato che la vitalità emotiva –padronanza della situazione, felicità, e assenza di sintomi depressivi e ansia – era associata ad una significativa diminuzione del rischio di incidenti nello svolgimento delle attività quotidiane, e ad un minor rischio di mortalità (Pennix et al., 2001);
  4. intervento di PP n2. Incremento delle attività che possono promuovere elevata percezione di autoefficacia. Secondo Albert Bandura le convinzioni di autoefficacia sono il livello di competenza che le persone percepiscono di fronte ad una situazione o ad un compito specifico. Uno studio con persone con malattie cardiovascolari ha dimostrato che elevate convinzioni di autoefficacia promuovono l’aderenza al trattamento riabilitativo e al recupero funzionale, bassi livelli di ansia e depressione, e una scarsa probabilità di nuovi ricoveri in ospedale (Sarkar et al., 2009). Inoltre, elevate convinzioni di autoefficacia contribuiscono alla percezione di una buona qualità della vita 10 anni dopo una lesione cerebrale (Rutterford e Wood, 2006);
  5. intervento di PP n.3. Incremento delle attività associate all’Esperienza Ottimale, uno stato di coscienza complesso e positivo studiato da Mihaly Csikszentmihaly per primo e che le ricerche dimostrano avere un effetto importante sul benessere e sullo sviluppo dell’individuo (Massimini e Delle Fave, 2000). Si tratta, per l’appunto di uno stato di coscienza strutturato, caratterizzato da elevato impegno e coinvolgimento, concentrazione, chiarezza di obiettivi e soddisfazione, percezione di elevate sfide e opportunità d’azione ed elevate capacità nel farvi fronte. Da uno studio condotto con persone ricoverate in un reparto di riabilitazione funzionale a seguito di eventi ortopedici e neurologici (Sartori et al., 2014) è emerso che essi associavano l’esperienza ottimale prevalentemente ad attività strutturate del quotidiano come le attività di riabilitazione e di relazioni sociali, sebbene occupassero un’esigua parte della vita quotidiana;
  6. intervento di PP n.4. Incremento del Senso di Coerenza (SOC), studiato da Aaron Antonovsky. Si tratta di un lavoro sull’orientamento generale verso la realtà per permettere che gli eventi e le situazioni di vita, soprattutto quelli significativi siano comprensibili e gestibili. Persone con elevato SOC portano ordine e organizzazione in situazioni apparentemente ambigue e dirompenti. Uno studio condotto con persone con disabilità motorie ha dimostrato che il SOC è risultato essere fortemente associato alla soddisfazione di vita (Jacobson et al., 2011). Correlazioni positive sono state rilevate tra alti livelli di stress, cattiva salute, basso SOC, e più alto rischio di burn-out (Oelofsen e Richardson, 2006).

Un buon percorso con lo psicologo o psicoterapeuta può aiutare a vedere le opportunità di crescita personale, promuovere migliore gestione della fatica e delle attività della vita quotidiana, implementare la soddisfazione di vita, il benessere soggettivo e psicologico e la qualità della vita in generale oltre e al di là della malattia organica o disabilità!

Raffaela D.G. Sartori

Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Dottore di Ricerca (Ph.D.) in Psicologia. Fondatore del servizio Psicofisis www.psicofisis.it

Bibliografia

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  • World Health Organization. (2001). International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF). Geneva: WHO.

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