Le belle lettere

Uno scambio epistolare d’altri tempi, ma a discorrer dell’oggi, senza veli. Due amici, colleghi, accomunati forse da identica sorte, in una disamina puntuale che avrebbe del surreale se non fosse assurdamente e “patentemente” vera…

“Questo libro è stato scritto a sollievo dell’animo in giorni angosciosi per ogni Italiano e per adempiere un dovere civile, poiché altro non vedevo innanzi a me pensando a quella Italia futura…”

(Giovanni Gentile, Genesi e struttura della società, 1943)

Caro dott. Mozzoni,

Lei è un insensato, un disadattato, una catastrofe insomma. Vuole lavorare. Ma a che pro? Si guardi intorno. C’era l’Udc, da anni, e Lei non l’ha considerata sufficientemente attraente. Anche CL, eppure niente. O che so una bella cooperativa di non servizi a non bisognosi. Un parente utile… Ma lei telefona ai parenti, chiede? Ma nemmeno un parentucolo, perbacco, che sia vicesindaco di qualche paesello nella bassa milanese. Ora non Le rimane che farsi imprigionare, faccia qualcosa di non troppo offensivo ma penalmente rilevante. Poi, chieda di poter essere assegnato ai servizi di rieducazione, di voler rientrare nella società, ed ecco che come per magia le verrà assegnato un posto, che so al verde pubblico. Smetta di essere patentemente onesto. Si adatti o si adagi, ma eviti di sottoporci domande irricevibili. Può candidarsi nei Grillini, chissà mai che la vogliano.

Con fraterna disaffezione,

E

…….

Intanto, mio caro,

come diceva il tale a un giornalista qual Voi siete, “io qui non sono il dottor Cusani ma il detenuto Cusani” [1]. Per cui, iniziate a non chiamarmi dottore ma col titolo che mi è proprio, quello del sangue: Mozzoni. Mozzoni e basta. Nei fatti, noto senza eccessivo stupore che siamo lì lì a girare e rigirare tutti quanti intorno a quel luogo di redenzione. Oggi col pensiero, domani chissà. Voi dite bene: “Ora non Le rimane che farsi imprigionare… Poi chieda di poter essere assegnato ai servizi di rieducazione ed ecco che come per magia le verrà assegnato un posto…” Questo ci stanno insegnando dai piani alti. L’onestà – se mai ha pagato – di questi tempi non è che un marchio infamante. E gl’Italiani onesti che si sentono in dovere di saldare il debito pagando le tasse per intiero, alla prima difficoltà vengon perseguiti peggio dei criminali e con minacce bell’e buone da certi Enti. Solo un punto del Vostro profondo e raffinato discorrere non mi vede d’accordo, quando Voi dite “si adatti o si adagi”. Giammai! Fin che anelito di vita resterà meco e barlume d’intelletto lì innanzi a illuminar la via, pur scemato a flebile tremulo brillio, starò ben saldo e sui miei piedi, non su spallucce di giganti paraculi. In quanto ai grilli, preferisco udirne il canto in mezzo ai prati, al momento. In futuro, si vedrà.

Grato e riconoscente.

Divotamente Vostro,

Mozzoni

Note:

[1] Riabilitato dal Tribunale di Sorveglianza di Milano in data 9-7-2009.

Image credits: Shutterstock

About the Author

Marco Mozzoni
Direttore Responsabile

Be the first to comment on "Le belle lettere"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.