Il futuro di Enpap: Brainfactor intervista Davide Liccione

ROMA – Dall’1 al 5 marzo si svolgono le elezioni per rinnovare il consiglio di amministrazione e il consiglio di indirizzo dell’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi (Enpap), quadriennio 2021-2025.

Con l’occasione abbiamo deciso di realizzare uno Speciale Elezioni Enpap, invitando tutti i rappresentanti dei raggruppamenti di programma a raccontarci la loro visione del futuro dell’ente e della professione. Dieci domande, uguali per tutti i candidati.

Queste le risposte di Davide Liccione, rappresentante del raggruppamento Svolta Enpap.

Quali sono le attuali criticità del sistema previdenziale della psicologia italiana?

Il nostro sistema previdenziale è basato sul metodo contributivo a capitalizzazione. Questo implica che l’importo della pensione sarà proporzionale ai contributi versati. Lo psicologo iscritto all’Enpap ha un reddito medio di 14.000 euro all’anno, meno della metà del reddito degli altri liberi professionisti iscritti a casse di previdenza private come la nostra. Ci troviamo, quindi, di fronte a un pericoloso circolo vizioso: bassi redditi = bassi versamenti contributivi = livelli di assistenza e di previdenza inadeguati. Secondo le proiezioni, raggiunta l’età pensionabile più del 95% degli psicologi avrà una pensione inferiore al reddito di cittadinanza! Questo fatto, associato a un insieme di inefficienze storiche dell’Enpap, fanno sì che la maggior parte degli psicologi viva il versamento dei contributi come l’ennesima tassa e non come un investimento per il presente e per il proprio futuro.

Che cosa si potrebbe fare per migliorare lo stato dell’arte in tempi ragionevoli?

Abbiamo studiato tutte le possibili soluzioni per migliorare lo stato attuale del nostro Ente di Previdenza. Ci siamo confrontati con le proiezioni statistiche inerenti redditi/contributi/future pensioni, abbiamo coinvolto esperti del settore, ci siamo rivolti ai colleghi di altri enti di previdenza privati, abbiamo studiato i documenti dell’associazione che riunisce le casse di previdenza private. Esiste un’unica soluzione, peraltro già adottata da altri enti di previdenza privati, e si chiama Welfare Attivo. Il pericoloso circolo vizioso sopracitato può essere interrotto in un solo modo: migliorando la redditività della professione di psicologo! L’Enpap, in sinergia con gli ordini professionali, con il mondo universitario, con le associazioni di categoria e con il mondo delle imprese deve diventare un protagonista attivo nella promozione della figura dello psicologo come professionista di qualità. Con ognuno di questi attori dobbiamo creare un network di obiettivi condivisi inerenti gli attuali e futuri scenari del mercato del lavoro, e fare emergere il ruolo attivo della psicologia in questi scenari. Si devono consolidare gli attuali ambiti d’impiego della psicologia, intercettare nuove aree d’intervento psicologico, promuovere lo sviluppo delle competenze richieste nei settori innovativi della professione, facilitare l’accesso al credito e ai fondi europei, promuovere nel paese la visibilità dello psicologo come professionista di qualità. Welfare attivo significa risolvere alla base il problema delle pensioni inadeguate, e questa base è la qualità del lavoro psicologico e la sua redditività.

Quali sono a vostro avviso gli ambiti innovativi strategici della professione in Italia?

I cambiamenti del mercato del lavoro d’area psicologica devono essere intercettati dagli Enti di Previdenza per supportare il professionista nel cammino verso specializzazioni più adeguate alle esigenze del mercato. L’Enpap deve colmare quel vuoto formativo, frequentemente non promosso poiché ancora poco riconosciuto dalla platea dei professionisti. Bisogna favorire quindi i processi di competitività e le specializzazioni future-oriented! L’Enpap deve intercettare i nuovi mercati del lavoro psicologico: intelligenza artificiale, nuove psicopatologie, nuove dipendenze, sistemi diagnostici basati su sistemi di deep learning, neuromarketing, decision making aziendale, psicologia gestionale basata su sistemi di machine learning, psicologia della comunicazione virtuale, ecc.

A che modello di “welfare” vi ispirate?

Bisogna associare alle attuali politiche di Welfare assistenziale una vincente politica di Welfare Attivo! Grazie a un insieme di cambiamenti normativi le Casse di previdenza hanno raccolto la sfida di ampliare le prestazioni, non più solo riferite alla sostenibilità finanziaria dei processi assistenziali e previdenziali. Assistiamo a un processo di trasformazione delle politiche previdenziali solo “passive” in politiche anche “attive”, che mettono al centro non più solo l’individuo ma l’intera categoria professionale.

Quali sono i punti chiave del vostro programma?

  1. Migliorare la qualità del lavoro psicologico promuovendo lo sviluppo di competenze in settori innovativi.
  2. Potenziare la diffusione del lavoro psicologico tramite l’intercettazione di nuovi ambiti d’impiego della psicologia.
  3. Favorire l’imprenditorialità psicologica tramite: una reale politica di accesso al credito; la collaborazione d’impresa in progetti innovativi; la costituzione di un team di esperti per facilitare l’accesso ai finanziamenti europei, nazionali e regionali; la diffusione di una cultura dell’investimento responsabile.
  4. Creare, in sinergia con il CNOP, un osservatorio permanente sull’adeguatezza dei compensi delle prestazioni psicologiche e sostenere una fattiva cultura delle pari opportunità.
  5. Enpap amico: sviluppare un’adeguata cultura previdenziale.
  6. Promuovere la visibilità dello psicologo come professionista di qualità.

Lo psicologo deve vivere l’Enpap come un supporto fondamentale ai fini del miglioramento della propria posizione reddituale, assistenziale e previdenziale. Solo in questo modo il versamento dei contributi sarà vissuto come un investimento sul proprio futuro!

Quali sono i punti di forza del vostro raggruppamento?

Il nostro gruppo è composto da psicologi che hanno raggiunto importanti risultati professionali in diversi ambiti lavorativi: università, formazione specialistica, clinica, imprenditoria sanitaria. Studio, tenacia, curiosità e capacità d’innovazione sono stati i fattori determinanti alla base dei successi conseguiti. Ma lo sguardo al futuro della professione e alle sfide dei nuovi scenari della psicologia continuano a motivare i nostri percorsi esistenziali e professionali. Abbiamo deciso di mettere a disposizione delle psicologhe e degli psicologi iscritti all’Enpap le nostre esperienze e il nostro grande entusiasmo. La crisi economica e i cambiamenti degli scenari del mercato del lavoro richiedono una svolta significativa delle politiche di Welfare da parte degli Enti di previdenza privati come il nostro. Abbiamo studiato le criticità delle attuali politiche dell’Enpap e abbiamo elaborato un progetto vincente per il nostro Ente di Previdenza. Il nostro gruppo nasce da un progetto concreto, sganciato dalle appartenenze politiche, in sinergia con gli ordini professionali, senza discriminazioni tra gli schieramenti politici ordinistici e gli orientamenti della psicologia. Adesso siamo chiamati a votare e vogliamo mettere a disposizione delle colleghe e dei colleghi il nostro progetto. Le nostre candidature nascono da un lungo lavoro di impegno e di condivisione di idee, verifiche di fattibilità, analisi dei dati, e si concretizzano in una sintesi comune che è il nostro programma. Vogliamo dei professionisti alla guida del nostro Ente che sappiano cosa significhi affrontare nuove sfide, anticipare i nuovi scenari del mercato del lavoro, sviluppare nuove forme di imprenditorialità psicologica. Vogliamo la “svolta” per un Enpap finalmente attivo protagonista dei necessari cambiamenti richiesti dal mercato del lavoro psicologico. Noi siamo per il cambiamento, noi ci candidiamo per la Svolta Enpap!

Qual è l’età media dei vostri candidati?

I candidati al consiglio d’amministrazione e quelli candidati al consiglio d’indirizzo generale hanno una età media di 42 anni.

Pensate di riuscire a realizzare quanto proponente in un mandato?

Direi di sì, in un mandato si può già cambiare moltissimo; sicuramente possiamo avviare la macchina del cambiamento e siccome produrrà risultati positivi dubito che qualcuno possa fermarla. Purtroppo si parte da zero, perché l’Enpap non ha mai adottato politiche di Welfare attivo.

Concretamente, in che modo?

Adottando le politiche di Welfare attivo sopracitate.

Un sogno nel cassetto?

Vorrei che la figura dello psicologo acquisisse valore e prestigio e che venisse finalmente vissuta, nell’immaginario collettivo, per quello che è: una professione di qualità.

Biografia

Psicologo e psicoterapeuta. Dirigo la Scuola Lombarda di Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica (Pavia, Padova, Arezzo). Sono direttore del MiCAL (Milan Institute for Health Care and Advanced Learning), presidente della Fondazione Nemes (Neuroscienze, Medicina, Salute), di MaEva s.r.l. e della Magellano s.c., aziende che si occupano di gestione di strutture sanitarie. Sono stato direttore psicologo per oltre 10 anni presso un Centro di Riabilitazione Extraospedaliera d’area neuropsichiatrica di Alessandria. Sono stato professore straordinario t.d. di Psicoterapia Cognitiva presso l’Università di Pavia dal 2012 al 2014 dove attualmente sono professore a Contratto di Psicoterapia Cognitiva, Psicopatologia e Teorie e Tecniche del Colloquio Psicologico. Ho vinto il premio “imprenditore di successo” della Camera di Commercio di Alessandria nell’anno 2013. Sono sposato con Silvia e ho due figlie: Margherita ed Eva.

Link

https://svoltaenpap.it

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