Il cervello da combattimento

“Le neuroscienze possono migliorare i tradizionali approcci delle scienze comportamentali all’apprendimento, all’addestramento e alle altre applicazioni militari”. Così si apre la presentazione della nuova “essential guide” per l’esercito americano pubblicizzata in questi giorni da National Academies Press (National Research Council, Opportunities in Neuroscience for Future Army Applications, NAP 2009).

Certo, perché “gli indicatori neurocomportamentali offorno nuove modalità di valutazione dell’assimilazione di informazioni critiche e delle abilità richieste da una missione impegnativa” e possono anche essere usati “per avere feedback sulla preparazione dei militari al combattimento”.

Allo stato attuale, l’esercito USA non adotta ancora “strumenti neuropsicologici, psicofisiologici, neurochimici o neurogenetici” e anche solo “l’introduzione di semplici test neuropsicologici potrebbe incrementare di molto il tasso di successo dell’addestramento dei soldati”.

In sostanza, Opportunities in Neuroscience for Future Army Applications – questo il titolo del volume – formula 17 raccomandazioni per l’utilizzo futuro dei risultati della ricerca sul cervello da parte dell’establishment militare americano e per lo “sviluppo di iniziative finalizzate al miglioramento delle prestazioni dell’efficienza generale delle truppe, collaborando con l’industria farmaceutica per l’impiego di neurofarmaci per il sostegno e il potenziamento delle performance cognitive e comportamentali dei soldati”. Il tutto attraverso “approcci interdisciplinari e adeguati investimenti tecnologici”.

Consultabile anche su internet sul sito di National Academies Press, il libro è destinato – come sottolineano gli Autori – non solo all’esercito, alla sicurezza nazionale e alle agenzie di intelligence, ma anche a quanti sono interessati all’applicazione dei nuovi ritrovati delle neuroscienze al potenziamento prestazionale di individui e gruppi. Disponibile anche un executive summary, fornito “nello spirito della missione di National Academies di educare il mondo su temi di scienza, tecnologia e salute”.

Image credits: Shutterstock

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Marco Mozzoni
Direttore Responsabile

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