Giornata mondiale Alzheimer

Giornata mondiale Alzheimer.MILANO – In Italia, il 20% della popolazione al di sopra dei 65 anni soffrirebbe di Alzheimer: in pratica, due persone ogni dieci, per un totale di più di 500.000 casi nel Paese. Nel mondo sarebbero 26 milioni i malati, destinati a raddoppiare nei prossimi 20 anni. Sono i dati in corso di presentazione a Milano al convegno “Biografia, non solo biologia”, organizzato da Federazione Alzheimer Italia e Fondazione Golgi Cenci in occasione della XVI Giornata Mondiale Alzheimer.

Nel corso del convegno, che ha l’obiettivo di diffondere anche in Italia “filosofie di cura basate sulla relazione con il malato, da considerarsi individuo con una sua storia, una sua identità, una sua personalità”, è stata sottolineata la “inadeguatezza dei modelli medici basati puramente sulla biologia genetica riduzionistica” e la necessità della loro “integrazione con le biografie personali dei malati”, ma anche l’importanza della “ricerca di marcatori biologici con cui monitorare la malattia in fase preclinica”. Altri temi importanti, la comunicazione con il malato per “raggiungere la sua soggettività”, le “politiche di inclusione che mantengano un legame tra il malato, la sua famiglia e la comunità di appartenenza”, le nuove sfide etiche e deontologiche legate alla comunicazione della diagnosi. Sul versante della ricerca, è stata evidenziata la necessità di realizzare nuovi studi longitudinali volti a evidenziare i fattori di rischio e i fattori di protezione relativi alla perdita delle funzioni cognitive.

Peter J. Whitehouse, neurologo e docente alla Case Western Reserve University di Cleveland, ha presentato i primi risultati della “Story Bank”, un progetto interdisciplinare finalizzato a raccogliere e analizzare “storie di salute e di malattia” di pazienti Alzheimer, “come modo per comprendere i malati nel loro specifico contesto e mettere a fuoco, oltre che i loro bisogni, anche nuove strategie di intervento”. Dopo aver lavorato alla “Brain Bank” della Johns Hopkins University, Whitehouse si è dedicato alla “medicina narrativa”, un nuovo approccio clinicco che pone attenzione non tanto alla malattia quanto alla storia del paziente in rapporto a essa.

Fra gli altri relatori: Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia; Antonio Guaita, geriatra e direttore della Fondazione Golgi Cenci; Gianluigi Forloni, capodipartimento Neuroscienze dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri; Giovanni B. Frisoni, neurologo e vicedirettore scientifico dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia.

La Federazione Alzheimer Italia è una organizzazione nazionale non profit dedicata alla malattia di Alzheimer: riunisce e coordina 44 associazioni in tutta Italia. La Fondazione Golgi Cenci, con sede presso l’Istituto Geriatrico C. Golgi di Abbiategrasso, si occupa di studi e ricerche sull’invecchiamento del cervello.

Per il World Alzheimer’s Day sono state organizzate iniziative in Italia e in tutto il mondo.

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