Fumo in gravidanza, rischi su cervello nascituro

Fumo in gravidanza, rischi su cervello nascituro.Fumare in gravidanza è un considerevole fattore di rischio per il nascituro. Il fumo è associato ad un maggiore rischio di mortalità prenatale, distacco placentare, parto pretermine, rottura prematura delle membrane, basso peso alla nascita e morte improvvisa. Nicotina e monossido di carbonio sono in grado di attraversare la barriera placentare riducendo notevolmente l’apporto di ossigeno al nascituro.

Basti pensare che l’emoglobina lega il monossido di carbonio con un’affinità 300 volte maggiore rispetto all’ossigeno. Controversi sono invece gli effetti a lungo termine nel bambino. E’ risaputo che il fumo durante la gravidanza provoca deficit cognitivi e neurocomportamentali nella prole  come è stato dimostrato da numerosi studi effettuati su modelli animali. Pochi studi, tuttavia, sono stati condotti, sull’uomo fino ad oggi sull’esposizione prenatale alla nicotina (Maternal Smoking during Pregnancy o MSDP).

Una review della letteratura scientifica è stata effettuata dalla Brown Alpert Medical School (USA) per mettere in luce quali sono i dati ad oggi disponibili in merito a tale problematica. Da tale analisi, effettuata su data base come Medline e Psychinfo, i risultati più significativi sono stati quelli relativi a 6 studi che hanno investigato gli effetti sulle strutture cerebrali del feto e 5 studi condotti al fine di rivelare le anomalie sulle funzioni cerebrali. E’ evidente, quindi, il numero esiguo di studi condotti sull’uomo sino ad oggi. Dall’indagine effettuata dai ricercatori americani emerge che, a livello macrostrostrutturale, il fumo in gravidanza determina nella progenie una riduzione del volume del cervelletto e del corpo calloso e difetti della risposta agli stimoli sensoriali e dell’elaborazione dei segnali uditivi nelle aree cerebrali.

Pochi giorni fa è stato pubblicato uno studio portato a termine da un gruppo di ricerca canadese della Douglas Mental Health University Institute sulla correlazione tra la MSDP e la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Sono stati effettuati test comportamentali su 436 bambini affetti da ADHD valutando quoziente intellettivo e performance cognitive in relazione al livello di esposizione prenatale alla nicotina e tenendo conto di parametri come età della madre al momento della nascita, assunzione di alcol da parte della stessa durante la gravidanza e status socio-economico della famiglia.

I bambini che hanno subito una maggiore esposizione prenatale alla nicotina hanno evidenziato un peggioramento della malattia con una correlazione lineare tra la gravità dei sintomi e il numero di sigarette fumate dalla madre durante la gravidanza. Ciò significa che la MSDP è associata a più gravi manifestazioni cliniche del disturbo da deficit di attenzione ed iperattività e peggiori prestazioni psichiche nella prole. E’ evidente la necessità di un maggior numero di indagini che vadano ad integrare parametri biologici e anamnesi delle madri e mettano in evidenzia i meccanismi che portano alla riduzione delle funzioni cognitive nella prole e alle alterazioni macrostrutturali del cervello durante lo sviluppo del feto.

Dario Licata

Referenze:

  1. M.H. Bublitz e L.R Stroud. Maternal Smoking During Pregnancy and Offspring brain structure and function: review and agenda for future research. Nicotine Tob Res. 2012 Apr. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22180574
  2. Thakur GA, Sengupta SM, Grizenko N, Schmitz N, Pagé V, Joober R.Maternal Smoking During Pregnancy and ADHD: A Comprehensive Clinical and Neurocognitive Characterization. Nicotine Tob Res. 2012 Apr 22. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22529219

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