Frontiere: il cervello criminale

Frontiere: il cervello criminale.Esiste il “libero arbitrio”? Quanto siamo davvero liberi e quanto invece condizionati nelle nostre scelte? I criminali sono malvagi o malati? Che cosa succede nella loro mente? Ne parlerà mercoledì 8 Febbraio a Genova, al Palazzo Ducale, il Prof. Pietro Pietrini in un incontro volto a stimolare riflessioni su come le nuove scoperte delle neuroscienze stiano rivoluzionando il dibattito sulla responsabilità umana.

E’ dagli albori della civiltà che l’uomo si pone questi importanti interrogativi. Oggi le scoperte delle neuroscienze cominciano a far luce sui correlati cerebrali e molecolari del comportamento, dell’aggressività, del senso morale, della capacità di distinguere il bene dal male.

“Sebbene nessun gene possa determinare un comportamento, oggi sappiamo che possedere una certa variante allelica aumenta la probabilità che un individuo possa mettere in atto un comportamento aggressivo o antisociale. Lesioni di aree della corteccia prefrontale portano ad un discontrollo degli impulsi e alla perdita della capacità di giudizio. Queste scoperte hanno implicazioni che vanno ben oltre la scienza e la medicina, fino ad arrivare all’etica, alla morale, alla giurisprudenza”, spiega a BrainFactor il Prof. Pietrini, psichiatra e ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica all’Università di Pisa, già presidente del Comitato scientifico della Organization for Human Brain Mapping, una delle più importanti organizzazioni a livello mondiale per lo studio del cervello umano.

“La giovane presenta delle alterazioni in un’area del cervello che ha la funzione di regolare le azioni aggressive e, dal punto di vista genetico, ha dei fattori significativamente associati ad un maggior rischio di comportamento impulsivo, aggressivo e violento”. Così recitano le motivazioni di una recentissima Sentenza del Tribunale di Como che ha riconosciuto ad una giovane omicida un “vizio parziale di mente”, condannandola a venti anni di carcere, preceduti da un periodo di tre anni da passare in una casa di cura e custodia (in proposito vedere articolo di Marco Mozzoni, “Neuroscienze in Tribunale: la Sentenza di Como”, BrainFactor, 8/9/2011).

Questo perché il Giudice ha fatto proprie le conclusioni di una perizia psichiatrica, di cui Pietrini è stato estensore insieme al Prof. Giuseppe Sartori, ordinario di Neuroscienze cognitive dell’Università di Padova, “condotta anche con l’ausilio delle moderne metodologie scientifiche, sancendo per la prima volta in Italia – e tra le prime nel mondo – l’ingresso delle Neuroscienze in Tribunale”, come tiene a sottolineare il professore pisano, che da oltre vent’anni studia le basi cerebrali delle attività mentali in condizioni di salute e in presenza di malattie psichiatriche.

L’evento (con inizio alle ore 17:45 – qui il link al programma) è inserito nel ciclo di conferenze organizzato dalla Fondazione Palazzo Ducale con il patrocinio del Comune di Genova “L’Uomo e il suo cervello: dai neuroni alla mente”, che proseguirà il 15 p.v. con un incontro dedicato alla “Coscienza” tenuto dal Prof. Marcello Massimini, ricercatore in Fisiologia umana all’Università degli Studi di Milano, e il 2 Marzo con il Prof. Semir Zeki, docente di Neuroestetica all’University College di Londra (UCL), che parlerà del “Cervello in amore”.

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