Empatia favorisce imitazione?

Empatia favorisce imitazione?Il contesto emotivo influenzerebbe la capacità di imitare i gesti altrui. Lo dicono Cristiano Crescentini, Paola Mengotti, Raffaella Rumiati della Sissa di Trieste e Alessandro Grecucci del Cimec di Trento, che su Brain Research pubblicheranno uno studio realizzato con la risonanza magnetica del Consorzio Neuroimmagine del Friuli Venezia Giulia, presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.

I neuroscienziati Italiani hanno riscontrato che un contesto emotivo “prosociale” influenza i sistemi neurali deputati al controllo motorio, favorendo l’identificazione con un’altra persona e la riproduzione delle sue azioni. Inoltre, hanno constatato che questa facilitazione non si verifica quando il modello da imitare è un agente non biologico, come per esempio un oggetto robotico: replicare un gesto è più facile dunque quando il modello da imitare è un altro essere umano.

“Il nostro sistema nervoso centrale è provvisto di meccanismi cognitivi e neurali per mezzo dei quali possiamo capire i comportamenti delle altre persone e anticiparli. Si tratta di una facoltà fondamentale per la comprensione e l’apprendimento. Quando osserviamo qualcuno mentre lancia una palla, per esempio, nel nostro cervello possono attivarsi le stesse aree necessarie per l’esecuzione di quel gesto: le cortecce motorie, premotorie e parietali. C’è quindi un notevole grado di sovrapposizione tra aree neurali deputate all’osservazione e quelle che sovraintendono lo svolgimento di una azione. In particolare se le azioni sono svolte da altri agenti biologici. Questo perché quando osserviamo un’altra persona che compie un’azione attiviamo il repertorio motorio immagazzinato nella memoria semantica”, spiegano i ricercatori.

Anche i meccanismi empatici si basano su un principio simile: osservare qualcuno che prova paura, tristezza o gioia induce un’attivazione degli stessi circuiti neurali che si attivano quando siamo noi stessi in prima persona a vivere tali emozioni. L’empatia, del resto, è la capacità di comprendere quello che provano gli altri, i loro sentimenti, le loro emozioni, e in un certo senso di condividerle, e si basa su un processo di simulazione interna degli stati emotivi altrui.

“Con la risonanza magnetica, abbiamo monitorato l’afflusso di sangue in queste aree del cervello (motorie, premotorie, e parietali) durante l’osservazione e l’imitazione di gesti eseguiti da un agente biologico (una mano) o da un agente non biologico (un puntino)”, dice Raffaella Rumiati, responsabile del comitato scientifico del Consorzio fMRI del Friuli Venezia Giulia.

I neuroscienziati hanno osservato una maggiore attivazione del sistema motorio quando la persona deve imitare il movimento della mano (osservata su un monitor) in un contesto emotivo che promuove empatia (un volto triste, per esempio, a differenza di una faccia arrabbiata). “Il sistema emotivo influenza il sistema motorio e in particolare le emozioni prosociali influenzano la nostra capacità di imitare gli altri”, aggiunge conclude Cristiano Crescentini. “Del resto – continua –  un contesto emotivo che promuove empatia fa sì che noi ci identifichiamo con la persona che abbiamo di fronte, siamo in grado di capire la sua emozione, di provarla e di entrare in risonanza con il suo stato emotivo”.

Il Centro di risonanza magnetica funzionale fMRI del Friuli Venezia Giulia è un centro all’avanguardia gestito congiuntamente da Sissa, Azienda Ospedaliero – Universitaria Santa Maria della Misericordia, Università di Udine e Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico E. Medea – La nostra Famiglia di Pasian di Prato.

Reference:

Cristiano Crescentini, Paola Mengotti, Alessandro Grecucci, Raffaella Ida Rumiati, The effect of observed biological and non biological movements on action imitation: An fMRI study, Brain Res. (2011), doi:10.1016/j.brainres.2011.08.077

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