Diagnosi Alzheimer, nuovi criteri in vista?

Diagnosi Alzheimer, nuovi criteri in vista?Una revisione dei criteri diagnostici per l’Alzheimer (AD) che dà maggiore peso ai “biomarcatori” è stata proposta alla recente conferenza internazionale della Alzheimer’s Association (ICAD 2010) da parte di tre gruppi di lavoro facenti capo al National Institute on Aging (NIA) dell’NIH americano. Maggiore attenzione agli indicatori preclinici e alla condizione definita Mild Cognitive Impairment (MCI).

Il nuovo impianto diagnostico – si legge nel documento introduttivo NIA – affiancherebbe ai tradizionali criteri clinici e cognitivi “criteri che tengano in debita considerazione le misure conosciute come biomarcatori: il riferimento è alle tecniche di indagine innovative quali il neuroimaging e la misurazione delle proteine nel liquido cerebrospinale, oggi relegate per la gran parte ai contesti della ricerca”.

L’utilizzo dei biomarcatori nella pratica clinica – sottolinea il NIA – richiede infatti una standardizzazione dei protocolli e la definizione di “cut-off” appropriati, al momento ancora in fase di definizione da parte della comunità scientifica.

Perché si sente la necessità di rivedere i criteri attuali di diagnosi? Perché questi sono stati definiti dal National Institute of Neurological Communicative Disorders and Stroke – Alzheimer’s Disease and Related Disorders Association (NINCDS – ADRDA) nel… 1984.

Negli ultimi 25 anni la ricerca ha fatto passi da gigante, specialmente nella identificazione di biomarker antecedenti la comparsa dei sintomi della malattia che, se accertati per tempo, renderebbero possibile diagnosi precoce e interventi più efficaci.

I cambiamenti patologici iniziano anni, anche decenni prima della comparsa dei sintomi, che costituiscono i “segni” sui quali fa leva la diagnosi tradizionale. L’intento delle proposte di revisione avanzate dal NIA è proprio quello di far aderire i nuovi criteri al decorso reale della malattia, sin dalle sue fasi iniziali.

Diventa di estrema importanza allora valutare sia la fase “preclinica” (attualmente priva di criteri diagnostici) sia il fenomeno chiamato Mild Cognitive Impairment o MCI (la cui identificazione in ambito clinico sta progressivamente diventando una realtà), oltre ovviamente alla fase terminale di demenza conclamata.

Tre dunque i gruppi di lavoro NIA che hanno sviluppato tre documenti distinti, resi pubblici all’ICAD 2010: uno dedicato ai criteri preclinici, uno all’MCI, uno alla demenza AD.

Alzheimer’s Association ha predisposto una pagina web di accesso a tutti i documenti di consultazione, risorse e raccomandazioni su cui si sta lavorando verso un aggiornamento dei criteri diagnostici dell’AD: http://www.alz.org/research/diagnostic_criteria

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Marco Mozzoni
Direttore Responsabile

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