Counseling filosofico e bioetica: quale relazione?

Counseling filosofico e bioetica: quale relazione?Nel 1971 l’oncologo Van Rensslaer Potter pubblicò un suo lavoro dedicato alla Bioetica come “ponte verso il futuro”. Nel 1982 il filosofo Gerd B. Achenbach fonda la Società Internazionale per la pratica filosofica (IGGP). Quando Achenbach comincia a parlare di Philosophische Praxis, non intendeva la pratica filosofica nel significato che oggi ha il Counseling filosofico ossia una relazione di aiuto.

Per questo motivo ancora oggi, soprattutto in Italia, si parla di Consulenza filosofica e Counseling filosofico con due significati diversi. Le domande della Bioetica nascono dalla scienza che a causa del suo progresso sposta ogni giorno la frontiera di ciò che possiamo fare alimentando il conflitto fra ciò che vogliamo e ciò che dovremmo fare. L’aspetto ecologico e il rapporto fra la medicina e la dignità dell’uomo sono gli aspetti fondamentali su cui poggia la Bioetica sin dal suo esordio.

Osservando ciò che accadeva dopo la seconda guerra mondiale, Potter proponeva una nuova collaborazione fra la cultura umanistica e quella scientifica per preservare a vantaggio delle generazioni future l’ambiente e la vita con le sue possibilità. Potter sosteneva la necessità di una conoscenza etica basata sulla biologia e sull’ecologia e scrive: “l’umanità ha urgentemente bisogno di una nuova saggezza che dia la conoscenza di come usare la conoscenza”.

Consultando le numerosissime pubblicazioni in merito alle questioni della Bioetica succede che invece di avere più chiarezza in merito all’agire responsabile del singolo ci si trova a interpretare i vari schematismi che obbediscono alla logica dello schieramento; si pensi solo alla divisione tra Bioetica laica e Bioetica cattolica.

Il dibattito bioetico spesso sacrifica il dialogo, è orientato a giustificare o a delegittimare scelte o tecniche che riguardano la vita umana e animale, rischiando di smarrire il profilo etico della Bioetica e inoltre dimentica che la sua applicazione riguarda anche casi specifici e particolari. In alcuni testi si legge che il bioeticista è anche un counselor filosofico. Ma così non è, poiché il counselor filosofico non teorizza, non propone teorie precostituite ma si occupa di casi specifici e situazioni particolari invitando il proprio interlocutore a esplorare, a chiarire, ad argomentare i contenuti della riflessione morale sul tema della propria vita.

La Bioetica nasce dalla riflessione etica sui cambiamenti delle condizioni di vita dell’uomo, il Counseling filosofico può aiutare l’uomo a dare significato e senso a questi cambiamenti. Le domande di senso, le scelte esistenziali sono oggetto della riflessione critica che il counselor filosofico fa insieme al suo interlocutore. Quando lavoro in ospedale con i curanti, spesso, nonostante la loro preparazione professionale con molte conoscenze di Bioetica, succede che se devono scegliere su questioni pratiche di natura etica vanno in crisi poiché non c’è un dialogo fra loro per approfondire e argomentare le loro scelte, applicano i princìpi o gli orientamenti della Bioetica alla stessa stregua di applicare una tecnica.

La riflessione morale sul tema della vita ha sì dei caratteri generali ma poi per ognuno la particolarità della propria vita necessita di essere pensata, il Counseling filosofico è utile nel  tentativo di ridurre la distanza fra teoria e pratica. Lo specifico del counselor filosofico consiste nell’aiutare il suo interlocutore ad arricchire l’esame critico delle opinioni implicite oppure a far chiarezza sulla propria visione del mondo e le modalità del nostro stesso essere-nel-mondo.

L’orizzonte della riflessione bioetica raccoglie la sfida delle potenzialità di intervento sulla vita e sulla salute delle persone che le nuove conoscenze e le possibilità tecnologiche mettono a disposizione. Ciò che muove i bioeticisti teorici a interessarsi alle storie di vita vissuta delle persone solitamente è una motivazione speculativa, mentre il counselor filosofico parte da una motivazione pratica e utilizza il sapere filosofico per animare la Bioetica. Elemento fondamentale del Counseling filosofico è il rapporto interpersonale, che rappresenta, insieme alla Bioetica, la vera occasione per fare Filosofia.

Paolo Cicale
Docente di Bioetica presso la Scuola Superiore di Counseling Filosofico di Torino
Counselor filosofico – Registro nazionale Sicof

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