Cervello, le aree dell’incertezza…

Cervello, le aree dell'incertezza...Negli esploratori, che prendono spesso decisioni rischiose basandosi sull’incertezza del “possibile”, lavorerebbero a pieno ritmo alcune specifiche regioni della corteccia prefrontale rostrolaterale dell’emisfero destro. Ne danno notizia i ricercatori della Brown University di Providence (USA) in uno studio pubblicato oggi su Neuron, realizzato con risonanza magnetica su un campione di 15 soggetti.

Portando l’esempio della scelta di cosa mangiare in un ristorante nel quale si va per la prima volta, i ricercatori americani sostengono che “gli esploratori scelgono la specialità della casa e non una portata conosciuta proprio perché non sono sicuri se piacerà loro o meno: è questa una strategia che fa perno sulla massimizzazione della gratificazione attraverso la scoperta se una opzione ancora inesplorata potrà dare un ritorno maggiore rispetto a ciò che già si conosce”.

Badre e Frank della Brown University raccontano a Neuron la loro scoperta (9/2/2012)

“Fino ad oggi non vi erano prove del fatto che la corteccia prefrontale rostrolaterale di destra potesse essere associata a una operazione specifica quale l’analisi dell’incertezza nel processo decisionale: il nostro studio fa luce per la prima volta su un aspetto particolare dell’architettura cerebrale utile nelle decisioni e nell’apprendimento”, ha dichiarato oggi in una nota stampa David Badre, docente di Scienze psicologiche e cognitive alla Brown.

“Si è sempre pensato che il lobo frontale esercitasse un controllo cognitivo di alto livello in maniera indifferenziata – spiega Badre – ma questi risultati forniscono una prova del fatto che siamo anche in questo caso in presenza di una particolare organizzazione specializzata: quando i soggetti prendevano decisioni basandosi su una relativa incertezza, rappresentavano questa condizione a livello di maggiore attività cerebrale registrabile in alcune specifiche regioni della corteccia prefrontale; nelle stesse aree, al crescere dell’incertezza della scelta, si registrava un aumento proporzionale di attivazione, con una differenza significativa fra le persone portate per l’esplorazione e le altre”.

“Lo studio potrebbe dare un contributo alla spiegazione di precedenti nostre scoperte relative a una possibile variante genica che sarebbe prevalente fra gli esploratori, relativa al gene COMT implicato nella modulazione dei livelli di dopamina nella corteccia prefrontale”, aggiunge Michael Frank, collega di Badre alla Brown, suggerendo infine che “la scoperta potrebbe tornare utile anche sul versante clinico in un ampio ventaglio di disturbi che compromettono il normale funzionamento dei lobi frontali, che spesso si traducono in severe limitazioni della capacità di decidere in autonomia e di condurre una vita indipendente”.

Reference:

David Badre, Bradley B. Doll, Nicole M. Long, Michael J. Frank, Rostrolateral Prefrontal Cortex and Individual Differences in Uncertainty-Driven Exploration, Neuron, Volume 73, Issue 3, 595-607, 9 February 2012

1 Comment on "Cervello, le aree dell’incertezza…"

  1. giancarlo frigato | 10/02/2012 at 6:02 | Rispondi

    Il risultato di questa ricerca risulta abbastanza ovvio dato che è noto il ruolo della corteccia rostro-laterale nella memoria di lavoro. Infatti l’esploratore per sua indole è portato a non fare da subito la facile e rapida scelta tra i piatti conosciuti, ma impegna maggiormente la memoria di lavoro per avventurarsi in piatti sconosciuti che richiedono tempi più lunghi di scelta.

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