Apprendimento, il ruolo di GABA e glutammato

Uno studio coordinato dall’Università di Oxford, pubblicato ieri in modalità Open Access su Plos Biology, ha messo in luce il modo singolare in cui le abilità cognitive sarebbero legate al contributo nel solco intraparietale di due neurotrasmettitori importanti.

Lo hanno fatto misurando i livelli di acido γ-amminobutirrico (GABA, neurotrasmettitore di tipo inibitorio) e glutammato (neurotrasmettitore eccitatorio) in 255 giovani studenti nella fascia dalle elementari all’università e correlandoli alle loro prestazioni in compiti matematici.

Risultato: nei più giovani le prestazioni migliori corrispondevano a livelli più alti di GABA e più bassi di glutammato. Al contrario, nei più adulti le migliori prestazioni si registravano con livelli più bassi di GABA e più alti di glutammato.

Grazie a una seconda rilevazione a distanza di un anno e mezzo, è stato possibile inoltre dimostrare che la conoscenza dei livelli dei rispettivi neurotrasmettitori al primo test era in grado di prevedere anche la performance nel secondo.

“Il nostro studio – spiegano i ricercatori – rivela un ruolo dinamico e dissociabile tra GABA e glutammato nella previsione delle prestazioni cognitive, fornendo nuove implicazioni per modelli di apprendimento e di plasticità cerebrale nelle diverse fasi della vita”.

Lo studio:

Zacharopoulos G, Sella F, Cohen Kadosh K, Hartwright C, Emir U, Cohen Kadosh R (2021) Predicting learning and achievement using GABA and glutamate concentrations in human development. PLoS Biol 19(7): e3001325. (Open Access) https://doi.org/10.1371/journal.pbio.3001325

Photo by Joshua Hoehne on Unsplash

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