Alzheimer, un italiano fra i top 100 che lo studiano

topUn (solo) italiano compare nella classifica mondiale dei primi 100 ricercatori impegnati nello studio dell’Alzheimer. E’ Sandro Sorbi, ordinario di neurologia all’Università di Firenze. La classifica, elaborata in base agli studi prodotti dal 1984 al 2008 da più di 25.000 ricercatori, è pubblicata sul Journal of Alzheimer’s Disease (Aaron A. Sorensen, Alzheimer’s Disease Research: Scientific Productivity and Impact of the Top 100 Investigators in the Field, JAD, Vol. 16, N. 3, March 2009).

Settantunesimo nella graduatoria generale, Sorbi è in nona posizione fra i 19 europei presenti fra i “top 100” di JAD. La classifica è stata realizzata considerando principalmente il numero di studi publicati dai ricercatori e la quantità di citazioni in altri lavori di pari prestigio.

Negli ultimi anni – si legge nel comunicato stampa dell’Università di Firenze – le ricerche del “gruppo fiorentino” di Sorbi sono state orientate allo studio dei meccanismi costituzionali genetici legati alle abilità di memoria e a quello delle metodologie per la diagnosi precoce della malattia, sia con indagini genetiche e neuropsicologiche che con tecniche, quali la PET, che permettono di visualizzare l’immagine del funzionamento del cervello e grazie alle quali è stato possibile “fotografare” le prime alterazioni presenti nel cervello dei soggetti destinati ad ammalarsi, anche 15 anni prima dell’esordio dei primi sintomi.

“Tali indagini hanno lo scopo di identificare strategie diagnostiche precoci, in particolare per il Mild Cognitive Impairement, quella forma di riduzione delle capacità di memoria che spesso progredisce in malattia di Alzheimer”, spiega Sorbi, che è stato uno dei coordinatori dello studio di validazione delle linee guida per la demenza della Società Italiana di Neurologia.

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