ADNI: diagnosi precoce Alzheimer da biomarcatori LCS

cervello alzheimer post mortemUn significativo passo in avanti nella diagnosi precoce dell’Alzheimer è stato compiuto dal gruppo di ricerca dell’Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative (ADNI), che ha messo a punto un test veloce e accurato per la rilevazione nel liquido cerebrospinale (LCS) dei biomarcatori tau e beta-amiloide. Lo annuncia un comunicato stampa del National Insitutes of Health (NIH). Lo studio, giudato dall’ADNI Core, con sede presso la University of Pennsylvania’s School of Medicine di Philadelphia, è pubblicato su Annals of Neurology (Leslie M. Shaw et al., Cerebrospinal fluid biomarker signature in Alzheimer’s disease neuroimaging initiative subjects, Annals of Neurology, Early View, Mar 18, 2009).

Nello studio, i ricercatori ADNI non solo hanno confermato che certi cambiamenti di livello dei biomarcatori individuati nel liquido cerebrospinale possono essere il segnale di inizio dell’Alzheimer (AD), ma hanno anche stabilito il metodo e lo standard per la rilevazione di tali biomarcatori. Sono questi i primi risultati sui biomarcatori dell’LCS riportati da ADNI, programma quinquennale di ricerca finanziato con 60 milioni di USD, iniziato nel 2004 al fine di osservare e tracciare i cambiamenti in 800 soggetti anziani, canadesi e americani, di cui una parte cognitivamente sani, un’altra MCI – condizione generalmente prodromica dell’Alzheimer -, la restante Alzheimer in fase iniziale.

“I risultati dello studio indicano che l’Alzheimer provoca cambiamenti nel cervello già da 10 a 20 anni prima della comparse dei sintomi” ha affermato il direttore NIA Richard J. Hodes: “Questo lavoro fornisce ai ricercatori un metodo sistematico e affidabile per misurare cambiamenti nei biomarcatori del liquido cerebrospinale che possono preannunciare l’insorgenza dell’AD; ulteriori ricerche saranno necessarie per validare queste scoperte, ma lo studio ADNI ci porta un passo più vicino alla possibilità di individuare e interpretare correttamente i segni precoci della patologia”.

I ricercatori hanno raccolto il liquido cerebrospinale di 410 volontari in 56 differenti località, testando i campioni per i marcatori delle proteine tau e beta-amiloide e testando nuovamente i volontari a un anno di distanza per osservare i cambiamenti nelle loro facoltà cognitive. Gli scienziati hanno anche comparato i campioni di liquido cerebrospinale ADNI a quelli raccolti in un gruppo indipendente composto da 56 persone, alle quali è stata successivamente confermata la diagnosi di Alzheimer in sede autoptica, e altre 52 persone più anziane con funzioni cognitive normali. Questa ampia analisi ha consentito ai ricercatori di confermare in modo sistematico i risultati di studi precedenti sul liquido cerebrospinale e di sviluppare profili dei biomarcatori che possono essere il “segnale di esordio” dell’AD.

In sintesi, questi i risultati della ricerca ADNI:

  • sono stati rilevati nel LCS degli MCI livelli inferiori di proteina beta-amiloide (principalmente beta-amiloide 1-42) e ancora più bassi negli AD lievi, rispetto ai controlli con funzioni cognitive normali;
  • i ivelli di beta-amiloide 1-42 risultano essere i biomarcatori più sensibili, con una accuratezza  generale del test dell’87% nell’individuazione dell’AD nei volontari ADNI e nei soggetti con Alzheimer confermato post mortem;
  • i livelli di tau erano più alti tra gli MCI e ancora più altri fra gli AD, rispetto ai controlli con funzioni cognitive normali;
  • oltre ai livelli dei biomarcatori del liquido cerebrospinale, i ricercatori hanno indagato un fattore genetico per l’AD, il gene ApoE-epsilon4; il gene è presente in circa il 40% di tutti coloro che sviluppano Alzheimer dopo i 65 anni, ma ancora non si conosce in che modo influisca sull’incremento del rischio;
  • i volontari ADNI con geni ApoE-epsilon4, alti livelli di tau e bassi livelli di amiloide presentavano AD moderato.

 Ad oggi, più di 800 ricercatori si sono registrati per accedere ai preziosi dati del database ADNI, ottenibili al sito www.loni.ucla.edu/ADNI.

 

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