Sinp 2012: nuovi orizzonti per i piccoli pazienti

Sinp 2012: nuovi orizzonti per i piccoli pazienti.ROMA – Al congresso della Società Italiana di Neuropsicologia (Sinp) di Roma grande attenzione è stata data anche ai “piccoli pazienti”. Sono stati trattati infatti anche problemi legati ai deficit dell’attenzione sostenuta, gli aspetti neurofisiologici del sonno nel funzionamento intellettivo borderline, il rapporto fra quoziente intellettivo e cefalea primaria in età evolutiva.

M. Esposito e M. Carotenuto, neuropsichiatri infantili della Seconda Università degli Studi di Napoli, hanno effettuato uno studio su bambini con cefalea tensiva e bambini con emicrania senz’aura (147 soggetti in totale, con età media 10,8 anni), confrontandoli con un gruppo di controllo pari età (147 soggetti sani).

Per la valutazione cognitiva dei soggetti allo studio è stata utilizzata la batteria Wisc-III. Dai risultati, non sono emerse differenze significative fra i tre gruppi per Quoziente intellettivo totale (Qit). I bambini con cefalea tensiva rispetto ai bambini con emicrania senz’aura e rispetto ai controlli mostrerebbero però un più basso Quoziente intellettivo verbale (Qiv) unitamente a un più alto Quoziente intellettivo di performance (Qip).

Sempre Esposito e Carotenuto hanno presentato a Roma i risultati di un loro studio sugli aspetti neurofisiologici del sonno in bambini con funzionamento intellettivo borderline (Bif) e la possibile relazione con le loro capacità intellettive, valutate con il reattivo Wisc-III. Come risultato è emersa una relazione significativa tra la rappresentazione delle diverse bande di frequenza scansionate e i parametri intellettivi in tutte le fasi del sonno esaminate.

“Sul piano fisiopatologico, ad oggi, il nostro risulta il primo tentativo di valutazione degli aspetti neurofisiologici in bambini con Bif, ponendosi come spunto per ulteriori studi sulla stretta relazione intercorrente tra processi cognitivi e sonno”, sottolineano i ricercatori di Napoli.

Dal canto loro, S. Gazzellini e colleghi hanno illustrato in uno studio con elettroencefalografo (EEG) in che modo i bambini con deficit dell’attenzione (ADHD) possano mostrare una riduzione nel tracciato del ritmo beta e un aumento del ritmo theta sulle regioni centrali e frontali dello scalpo, pur considerando una elevata variabilità interindividuale.

I soggetti studiati, pazienti in età pediatrica con deficit dell’attenzione sostenuta secondaria ad ABI e con lesione al lobo frontale, sono stati sottoposti a quattro compiti attentivi della durata di 15 minuti ciascuno, mentre veniva rilevato il loro segnale EEG.

“I risultati – spiegano i ricercatori – suggeriscono che i pazienti con lesione del lobo frontale presentano oscillazioni periodiche più lente rispetto agli ADHD e forniscono prove a favore del rapporto theta/beta frontale come un correlato neurofisiologico dell’oscillazione dei TR nel deficit di attenzione sostenuta”.

Federica Mariani
Laboratorio di Comunicazione giornalistica
Università degli Studi di Milano Bicocca

Reference:

Congresso annuale della Società Italiana di Neusopsicologia (Sinp), Fondazione Santa Lucia, Roma, 9-10 Novembre 2012, http://www.sinp-web.org

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