Sinp 2012: le nuove frontiere della percezione

Sinp 2012: le nuove frontiere della percezione.ROMA – Percezione, propriocezione, prosopoagnosia. Sono solo alcuni dei temi trattati nel congresso della Società Italiana di Neuropsicologia (Sinp) svoltosi a Roma lo scorso mese di Novembre. I ricercatori hanno portato aggiornamenti sulle basi neuronali della percezione dei volti e dei corpi, ma anche su effetti singolari come l’enfacement o l’engazement, utilizzando anche innovativi esoscheletri.

Il gruppo di ricerca fra la Sapienza Università di Roma e il Laboratorio di neuroscienze sociali e cognitive dell’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma ha presentato un lavoro sulle evidenze psicofisiche dell’effetto di “engazement” sull’ipotesi – confermata dai risultati dello studio – che una semplice stimolazione multisensoriale potesse essere in grado di modulare l’orientamento sociale dell’attenzione abolendo la distinzione sé-altro.

L’effetto di “enfacement” si ottiene con una stimolazione tattile sul proprio volto mentre si guarda un’altra persona essere toccata in esatta sincronia spazio-temporale e consiste nell’incorporazione delle caratteristiche facciali del volto dell’altro nella rappresentazione del proprio volto.

Nello studio, Bufalari e colleghi hanno reclutato 13 coppie di amici dello stesso sesso ai quali hanno proposto una combinazione fra un paradigma di “enfacement” e di “gaze-following” (esecuzione di una saccade a destra o a sinistra su segnale) per esplorare se il potere distraente dello sguardo sia modulato dall’identità del volto osservato (proprio, altrui) e se questo effetto potesse essere modificato dall’aver ricevuto una stimolazione visuotattile sincrona con il volto dell’altra persona.

Dal canto loro, C. Urgesi dell’Università di Udine e V. Moro dell’Università di Verona hanno presentato le evidenze neuropsicologiche e di neuroimmagine funzionale relative alla percezione di facce e di corpi in un paziente prosopoagnosico, cioè incapace di riconoscere i volti.

Il paziente in questione, a sei mesi dall’evento acuto, presentava un severo disturbo di riconoscimento di corpo e volto mentre non vi erano particolari problemi nel riconoscimento di espressioni emozionali corporee e facciali. Diciotto mesi dopo il manifestarsi della malattia si è verificato un recupero nel riconoscimento dei corpi, ma non dei volti, mentre il riconoscimento emozionale restava invariato.

Tutto questo sostiene la tesi secondo la quale la percezione della faccia e la percezione del corpo vengono elaborate da aree cerebrali diverse, nella corteccia occipito-temporale (area occipitale per i volti “OFA” ed area exrtastriata per il corpo “EBA”) e mediale (area fusiforme per i volti “FFA” e area fusiforme per il corpo “FBA”), di cui era nota la segregazione anatomofunzionale tra OFA e EBA e meno chiara quella fra FFA ed FBA.

Sempre a Roma, il gruppo di ricerca di E. Zamagni e colleghi ha messo in luce il ruolo della cinestesia nel riconoscimento del sé motorio, partendo dalla domanda se la propriocezione sia sufficiente per riconoscere un’azione come propria.

Nel loro studio, i ricercatori hanno utilizzato un esoscheletro per registrare e ripetere successivamente (col soggetto in condizione passiva) la cinematica dei movimenti del braccio durante la presa di una pallina da tennis; l’esoscheletro permetteva la riesecuzione di questi movimenti nella situazione propriocettiva, in quella visiva allocentrica e nella visiva egocentrica.

Nella prima situazione era previsto che l’esoscheletro muovesse l’arto del partecipante bendato; nelle altre due il soggetto osservava il muoversi dell’esoscheletro da una prospettiva egocentrica o allocentrica. I risultati hanno dimostrato come il cervello sappia valutare l’appartenenza di un’azione basandosi solamente sulle informazioni cinestetiche.

“I soggetti – spiegano Zamagni e colleghi – sono risultati accurati nell’attribuire l’appartenenza dei movimenti sulla base della pura cinestesia: tale capacità risultava comparabile a quando i partecipanti potevano avvalersi della sola informazione visiva, a condizione di vedere i movimenti da una prospettiva egocentrica e di svolgere il compito implicito di riconoscimento dei propri atti motori”.

Vanessa Ticozzi
Laboratorio di Comunicazione giornalistica
Università degli Studi di Milano Bicocca

Reference:

Congresso annuale della Società Italiana di Neusopsicologia (Sinp), Fondazione Santa Lucia, Roma, 9-10 Novembre 2012, http://www.sinp-web.org

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