Siamo davvero liberi? Le neuroscienze e il libero arbitrio

Siamo davvero liberi? Le neuroscienze e il libero arbitrio.“Ma allora la libertà è solo un’illusione?” La domanda è un po’ il filo conduttore del nuovo libro di Mario De Caro, Andrea Lavazza e Giuseppe Sartori, “Siamo davvero liberi?” (in prossima uscita per Codice Edizioni), che analizza il “mistero del libero arbitrio” alla luce delle più recenti acquisizioni delle neuroscienze contemporanee, che sembrano mettere in crisi l’idea che gli esseri umani possano davvero scegliere e agire liberamente…

La libertà delle nostre scelte e delle nostre azioni ci appare come uno dei dati più naturali e incontrovertibili. Purtuttavia, le recenti osservazioni neurobiologiche rivelano che la consapevolezza delle nostre intenzioni di agire sarebbe soltanto successiva al “comando cerebrale” dell’azione.

“Parrebbe dunque – evidenziano gli Autori – che in linea di principio le nostre scelte possano essere previste da un osservatore esterno, ancor prima che noi le compiamo: dunque libertà e responsabilità morale (che da essa dipende) sarebbero soltanto illusioni?”

Il libro di De Caro, Lavazza e Sartori riapre così, attualizzandola, una delle discussioni più antiche e affascinanti dell’uomo, quella sul libero arbitrio, in una prospettiva interdisciplinare che si avvale del contributo di alcuni fra i maggiori esperti italiani e internazionali.

Nel volume, John Dylan Haynes (professore di neuroimaging a Berlino) spiega come, studiando l’attività di una regione del lobo frontale, l’area 10 di Brodmann, già oggi siamo in grado di predire un comportamento alcuni secondi prima che lo stesso soggetto agente acquisisca la consapevolezza della propria determinazione.

Daniel M. Wegner (docente di psicologia ad Harvard) a sua volta, cerca di mettere in luce l’illusorietà del concetto di volontà cosciente, che non avrebbe alcun “potere causale” sulle nostre azioni, ma un ruolo simile a quello che ha una “bussola” per una nave.

Allo stesso tempo, nel contesto della “neurofisiologia della decisione”, Adina L. Roskies (professore di filosofia al Darmouth College) sottolinea che l’individuazione di fattori deterministici alla base dei processi decisionali sarebbe comunque irrilevante per la definizione del concetto di libero arbitrio.

Anche Filippo Tempia (ordinario di fisiologia all’Università di Torino), passando in rassegna e interpretando i risultati più recenti della ricerca neuroscientifica in tale ambito di complessità, si dice infatti convinto che questi non implicano affatto la negazione del libero arbitrio.

Dal canto loro Davide Rigoni (dottorando in scienze cognitive all’Università di Padova) e Marcel Bras (professore di psicologia sperimentale all’Università di Ghent) discutono sul ruolo delle intenzioni coscienti e dei processi automatici inconsapevoli nella presa di decisioni, ove le prime sarebbero sì elementi cruciali, ma di una riscostruzione razionale successiva all’azione.

L’intervento di Roberta De Monticelli (professore di filosofia all’Università Vita Salute – San Raffaele di Milano) è focalizzato invece sul rapporto tra neurobiologia e fenomenologia nel contesto della scelta umana, con un “approccio filosofico compatibile con il naturalismo, ma più ampio e ricco”…

Mario De Caro chiarisce che il ruolo fondamentale della teoria evolutiva nella spiegazione delle condizioni psicobiologiche della “moralità” non va confuso con la “comprensione della capacità morale in quanto tale”.

Andrea Lavazza e Luca Sammicheli (docente al master di psicopatologia e neuropsicologia forense dell’Università degli Studi di Padova) discutono poi la delicata questione della responsabilità penale alla luce delle “evidenze” offerte dalle neuroscienze contemporanee, domandandosi se sia arrivato il momento di “abbandonare completamente la concezione retributiva della pena”…

Giuseppe Sartori e Francesca Gnoato (ricercatore dell’Università di Padova) infine affrontano “in una prospettiva empirica, con ricadute in ambito psichiatrico forense”, il tema dell’autodeterminazione, dalla quale discende l’accertamento della capacità di intendere e di volere, che ha estrema rilevanza nei contesti giuridici e sociali.

Allora, siamo o non siamo liberi? “Se siamo davvero liberi – rispondono prudentemente i curatori del volume – resta una domanda a cui non risulta legittimo dare risposte apodittiche, nell’una o nell’altra direzione”…

I curatori del volume:

Mario De Caro insegna Filosofia morale all’Università Roma Tre. E’ autore di “Libero arbitrio” (Laterza 2009) e “Azione” (Il Mulino 2008) e curatore di “Naturalism in question” (Harvard University Press 2008).

Andrea Lavazza è studioso di scienze cognitive e neuroetica. E’ autore di “L’uomo a due dimensioni” (Bruno Mondadori 2008). Svolge intensa attività pubblicistica e di divulgazione scientifica. E’ peer-reviewer di BrainFactor Journal.

Giuseppe Sartori è professore ordinario di Neuropsicologia clinica e di Neuroscienze cognitive all’Università di Padova. Si occupa di neuropsicologia forense e decision making. Ha ideato una tecnica innovativa di “memory detection” per l’ambito medico legale.

– – –

La sezione Recensioni è il nuovo spazio redazionale di BrainFactor dedicato alle recensioni di libri di neuroscienze, ricerca sul cervello, salute.

Gli Editori e/o gli Autori possono segnalare nuovi titoli alla redazione@brainfactor.it la quale si riserva di dare notizia o meno dei titoli segnalati, previa valutazione integrale dei volumi a stampa ricevuti.

About the Author

Marco Mozzoni
Direttore Responsabile

Be the first to comment on "Siamo davvero liberi? Le neuroscienze e il libero arbitrio"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.