Sclerosi laterale amiotrofica, bando per ricercatori italiani

Sclerosi laterale amiotrofica, bando per ricercatori italiani.AriSLA, Agenzia di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica, promuove un “concorso di idee” per offrire ai ricercatori italiani la possibilità di ottenere supporti per “progetti di ricerca che contribuiscano a colmare le lacune nella conoscenza sulle cause e sui possibili trattamenti della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)”, come si legge in una nota dell’agenzia.

“La scelta di non focalizzare il primo bando su tematiche ed aree di ricerca specifiche – prosegue la nota – è stata adottata al fine di non porre delle limitazioni aprioristiche agli scienziati e ai ricercatori volendo anzi raccogliere nella maniera più ampia possibile proposte di ricerca che siano ritenute attuali e prioritarie”. Questi gli ambiti entro i quali i ricercatori possono presentare proposte:

  • Ricerca di base
  • Ricerca traslazionale
  • Ricerca clinica
  • Ricerca tecnologica

Particolare attenzione sarà prestata a progetti integrati e multidisciplinari, nonché a progetti di ricerca ad elevato contenuto di innovazione. “La dovuta attenzione sarà infine prestata a quei progetti che siano in grado di rendere evidenti al settore industriale le potenzialità di sviluppo di mercato dei risultati delle ricerche finanziate ed abbiano pertanto le caratteristiche per una immediata trasferibilità”. Sono ammessi anche gruppi di ricerca non italiani, ma solo in partenariati di progetto che abbiano come capofila un’organizzazione italiana.

La sclerosi laterale amiotrofica è una grave malattia neurologica caratterizzata da una degenerazione selettiva e progressiva dei motoneuroni spinali, bulbari e corticali, con esiti disastrosi per la qualità di vita e per la stessa sopravvivenza dei pazienti affetti. La SLA è una patologia rara (incidenza: 1-3 casi ogni 100.000 individui all’anno), sporadica nella quasi totalità dei casi. Le forme familiari sono circa il 5% del totale ed in un quinto di queste presenta una mutazione nel gene che produce la superossido dismutasi Cu/Zn, nota anche come enzima SOD1. A quasi 150 anni dalla sua prima descrizione ad opera di Jean Martin Charcot le cause della SLA restano sostanzialmente ignote. Per spiegare la progressiva degenerazione dei motoneuroni sono state proposte diverse ipotesi, ma nessuna ipotesi unitaria è stata a oggi formulata. La SLA viene perciò descritta come una “patologia ad eziologia multifattoriale”. Anche in ordine alla diagnosi numerosi restano gli elementi di incertezza. Nessun test fornisce ad oggi una diagnosi certa e definitiva, che pertanto resta sostanzialmente clinica e di esclusione. Recentemente alcuni ricercatori hanno identificato possibili marcatori di SLA. Tuttavia nessun marcatore è stato ad oggi validato né usato in clinica per la diagnosi. Pressoché inesistenti sono le opzioni terapeutiche, sostanzialmente centrate su trattamenti palliativi e di supporto.

Questo il link al bando AriSLA 2009. Termine ultimo per la presentazione dei progetti il 26 Settembre 2009.

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