Ricerca, in Italia la fa ancora il privato al Nord

ROMA – Nonostante tutto…

Nonostante l’instabilità politica che rende tutto più difficile a chi deve fare programmi e previsioni. Nonostante le chiacchiere da bar e i proclami urlati che aumentano sempre più l’incertezza.

Eppure le imprese non mollano. Almeno, così sembra leggendo l’utimo Rapporto su Ricerca e Sviluppo (R&S) diffuso in queste ore dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT).

“Il settore privato (imprese e non profit – NdR) ha speso nel 2017 per la R&S 15,2 miliardi di euro, di cui la quasi totalità, cioè 14,8 miliardi, sostenuta dalle imprese”, si legge nel documento.

Se a questo aggiungiamo i 5,6 miliardi delle università e i 2,9 miliardi delle istituzioni, arriviamo a circa 23 miliardi, per un aumento complessivo del 2,7% rispetto al 2016.

La nota dolente è che l’Italia si presenta ancora, anche nella R&S, come un Paese a doppia velocità, con “Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto che attivano il 70% della spesa”.

Per una analisi completa dei dati, si rimanda a “Ricerca e Sviluppo in Italia” (Istat, 9/9/2019).

Image credits: Stock Photos from Oleksiy Mark / Shutterstock

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