Pornografia: non c’è più religione, anzi di più

Quante volte lo fai? La domanda è importante, perché se lo fai saltuariamente rischi di “perdere la fede”, ma se lo fai più volte la settimana, puoi addirittura rinforzare il desiderio… di trascendenza. E non importa il sesso: maschi e femmine funzionano allo stesso modo.

Non stiamo scherzando. È quanto emerge da uno studio di Samuel L. Perry, Ph.D., del Dipartimento di Sociologia dell’Università dell’Oklahoma, pubblicato sul Journal of Sex Research, in cui viene analizzato il rapporto tra consumo di video pornografici e religiosità. Condotto nell’arco di sei anni, lo studio ha coinvolto più di 1.300 americani.

Una sorta di compensazione del senso di colpa? Chi può dirlo. I numeri dello studio stabiliscono soltanto che il fenomeno è rappresentato da una curva che, partendo dalla devozione massima di chi si astiene completamente, scende bruscamente nei casi di chi vede i porno “ogni tanto”, per risalire – inspiegabilmente – nei casi più ossessivi, specialmente quando si considerano la frequenza della preghiera e della partecipazione al culto.

Insomma, non è un rapporto lineare…

Lo studio:

Samuel L. Perry, “Does Viewing Pornography Diminish Religiosity Over Time? Evidence From Two-Wave Panel Data”, Journal of Sex Research, DOI: 10.1080/00224499.2016.1146203

Image credits: Shutterstock

 

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