NIH: disturbi mentali priorità ricerca prossimi 10 anni

NIH: disturbi mentali priorità ricerca prossimi 10 anni.I disturbi mentali saranno la priorità di ricerca a livello mondiale nei prossimi 10 anni. Lo sostiene l’americano National Institutes of Health (NIH), che ha lanciato in questi giorni, insieme alla Global Alliance for Chronic Diseases (GACD) di Londra, il programma “Grand Challenges in Global Mental Health” per promuovere investimenti di ricerca, cure e prevenzione. Ne dà notizia Nature.

Depressione, alcolismo, schizofrenia, disturbo bipolare, demenza… Sono i principali disturbi mentali che, uniti ai disturbi neurologici e da uso di sostanze (definiti complessivamente “MNS disorders”), rappresentano su scala planetaria il 13% del “Global Burden of Disease (GBD)” [1], cifra che supererebbe abbondantemente quella relativa ai disturbi cardiovascolari e al cancro, secondo NIH.

Dalle stime riportate su Nature emerge inoltre che la depressione rappresenta la terza causa di “global disease burden” [1] e che da qui al 2020 “conteremo” ogni anno su scala globale circa 1,5 milioni di morti per suicidio, in aggiunta a un numero compreso fra i 15 e i 30 milioni di tentati suicidi.

“Gli investimenti nella ricerca per la prevenzione e il trattamento di questi disturbi sono insufficienti in tutto il mondo, ma non va sottovalutato il problema della disparità di accesso alla cura nei diversi paesi: nell’83% delle regioni a basso reddito, ad esempio, non sono disponibili a livello di cure primarie gli antiparkinsoniani e nel 25% i farmaci antiepilettici; inoltre dobbiamo registrare anche una ineguale distribuzione delle risorse umane: in Europa è presente un numero di psichiatri 200 volte superiore a quelli disponibili in Africa”, sottolineano Pamela Y. Collins e colleghi del National Institute of Mental Health (NIMH) americano, che firmano l’articolo di Nature.

Fra gli obiettivi del programma di ricerca Grand Challenges in Global Mental Health vi sono l’identificazione di cause, fattori di rischio e fattori protettivi dei MNS, la promozione della prevenzione e dell’intervento precoce, il miglioramento dei trattamenti disponibili, l’estensione dell’accesso alle cure, la sensibilizzazione della popolazione a livello planetario sul problema, il miglioramento della formazione del personale sanitario anche nell’ambito dei disturbi mentali, la trasformazione del sistema sanitario e l’adozione di specifiche politiche in modo che i MNS abbiano pari diritto rispetto alle altre malattie croniche in termini di soldi investiti in ricerca, formazione, cura e prevenzione.

La fiducia di NIH viene riposta “non solo sulla ricerca genomica e nel campo neuroscientifico, ma anche nella esplorazione del ruolo dei contesti ambientali e socioculturali, con particolare riguardo al ciclo di vita, ai processi di sviluppo, all’esposizione prenatale ai fattori di rischio”.

Note:

  1. L’indice DALY-GBD è il risultato del valore combinato degli anni di vita perduti a causa di morte prematura e degli anni vissuti “non in stato di salute” con riferimento alla popolazione mondiale (per un approfondimento vedere http://www.who.int/healthinfo/global_burden_disease/about/en/index.html).

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