Niguarda Unità Spinale, parte lo Spazio Vita

Niguarda Unità Spinale, parte lo Spazio Vita.MILANO – Partono i lavori di realizzazione del centro polifunzionale “Spazio Vita” all’Ospedale Niguarda. L’annuncio è stato fatto oggi in una conferenza stampa all’Unità Spinale Unipolare, in cui è stato presentato anche il progetto “Henable Ztl” sviluppato per superare le barriere con le nuove tecnologie dall’olimpionico Ferdinando Acerbi (nella foto), disabile in seguito a un grave incidente subacqueo.

Il tutto, nell’ambito delle iniziative collegate alla Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale. Il nuovo Spazio Vita – tengono a sottolineare gli organizzatori – “è frutto della volontà congiunta dello staff dell’Unità Spinale e delle associazioni Aus Niguarda e Asbin che a partire dall’ex Direttore Generale Pasquale Cannatelli hanno trovato ampia disponibilità all’interno di tutte le persone di riferimento dell’Azienda Ospedaliera”.

“La realizzazione del centro Spazio Vita rappresenta il completamento del progetto di riabilitazione globale che caratterizza l’Unità Spinale Unipolare (Usu). Qui ai pazienti, persone che hanno subito una lesione al midollo spinale e che riportano una disabilità spesso molto grave, accanto alle cure sanitarie viene offerto un supporto a 360 gradi per la riprogettazione della propria vita. L’esperienza maturata durante i primi dieci anni di esistenza dell’USU ha dimostrato che l’affiancamento di attività socio integrative al normale percorso di riabilitazione favorisce rilevanti benefici psicologici, di socializzazione e di autonomia”, ha spiegato il direttore dell’Unità Spinale Tiziana Redaelli.

“Nel Centro Spazio Vita, che vorremmo fosse operativo dal 2014, si svolgeranno tutte le attività socio-integrative del percorso di riabilitazione. Spazio vita è un nome emblematico: il centro sarà infatti un luogo pieno di attività, dove coloro i quali sono stati colpiti da un trauma cosi invalidante come la lesione al midollo spinale o che convivono dalla nascita con una disabilità come la spina bifida possano rimettersi in gioco, lavorare sulle loro abilità residue, fare arte, musica, informatica, sport, insomma riprendersi la vita. Il centro permetterà di ampliare notevolmente le attività già presenti in Unità Spinale, oggi fortemente limitate dalla mancanza di spazio e consentirà di aprirle anche alle persone para tetraplegiche già dimesse presenti sul territorio lombardo”, ha aggiunto Giovanna Oliva di AUS Niguarda.

“La giornata di oggi – ha proseguito Oliva – sancisce un primo grande obiettivo, raggiunto dopo un anno di lavoro molto intenso: l’inizio dei lavori di costruzione del centro, che entro l’estate permetteranno di avere già pronta l’ossatura della struttura. Spazio Vita rappresenta un bell’esempio di sussidiarietà, dove il terzo settore si integra con l’istituzione pubblica. Per anni infatti Aus Niguarda ha sostenuto con le proprie risorse questi protocolli, per dimostrare quanto siano importanti per le persone con lesione al midollo spinale, in quanto, come recita l’Oms, la salute non è solo assenza di malattia ma lo stato di benessere psico fisico della persona; ora crediamo che sia arrivato il momento che le istituzioni si assumano i compiti a loro precipui, riconoscendo la validità delle attività socio integrative e assumendosene l’onere, tenendo conto del risparmio in costi sanitari e sociali che una persona ben presa in cura comporta”.

Marco Zuccollo, presidente di Asbin, ha poi posto l’accento sulla “sinergia creatasi tra le associazioni che hanno lavorato insieme al progetto: solo il lavoro in rete permette di raggiungere cosi importanti obiettivi. Le attività socio integrative già oggi sono seguite da numerosi ragazzi con spina bifida: Spazio Vita offrirà maggiori opportunità anche a loro, che devono affrontare numerose problematiche sia fisiche che psicologiche. Molti i privati, le aziende e le fondazioni che ci hanno dato fiducia e ci hanno permesso di giungere fin qui: er ultimare la struttura e poter partire con le attività occorrerà però che altri partner ci sostengano, creando una vera e propria filiera della solidarietà”.

Durante l’incontro è stato presentato “Henable Ztl”, una delle prime applicazioni realizzate da H-enable, startup nata alla fine del 2012 all’interno dell’incubatore H-Farm con il sostegno dell’A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda. “Da tempo cercavo una via che consentisse di snellire la logistica burocratica relativa alla mobilità di persone disabili. Grazie alla diffusione delle nuove tecnologie smartphone sono finalmente riuscito a identificare una soluzione che permettesse di operare senza disturbare troppo le PA… Ho così abbozzato il progetto con cui sono approdato in H-Farm e dopo qualche mese di studio sul digitale, ciò che era solo una bozza si è concretizzato in un progetto ambizioso volto a creare una serie di applicazioni atte a migliorare la qualita della vita delle persone”, ha spiegato Ferdinando Acerbi, founder & ceo di H-enable.

“Attraverso la piattaforma henable.me – ha proseguito Acerbi – ci proponiamo di raccogliere informazioni che, opportunamente filtrate, ci permettano di studiare e implementare soluzioni innovative con una forte valenza sociale. Sognamo di creare un movimento che tolga dall’ombra una parte di società fornendole la possibilità di gestire i propri bisogni attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e a costi limiti e accessibili”. Henable Ztl – la “app” presentata questa mattina – vuole semplificare alle persone con disabilità il modo di entrare nelle zone a traffico limitato di tutta Italia. La persona compila un solo form di accesso alle Ztl d’Italia mediante inserimento di alcuni dati di registrazione e in seguito, per accedere a una specifica Ztl, le sarà sufficiente selezionare l’area già mappata nell’applicazione per procedere.

Ferdinando Acerbi ha 47 anni. Già atleta professionista e olimpionico per la disciplina dell’equitazione, ha da sempre la passione per il mare. Nel 2004 subisce un incidente subacqueo che gli causa aprassia midollare, “una gravissima lesione spinale che lo paralizza dalla vita in giù e che la medicina tradizionale non è in grado di curare”. Trascorsi alcuni anni dedicati ad una intensa riabilitazione, Ferdinando torna a camminare grazie ad un semplice ausilio. Si definisce “inguaribile visionario” e forte di questo spirito entra con H-enable nel Seed Village di H-Farm, venture incubator trevigiano che opera a livello internazionale in ambito web, digital e new media, “proponendosi di porgere un bastone digitale a chiunque voglia approfittarne”.

Presenti all’incontro, fra gli altri, Walter Bergamaschi, Direttore generale Sanità della Regione Lombardia, il neo commissario straordinario dell’A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda, Marco Trivelli, il Direttore Sanitario Giuseppe Genduso, il Direttore Amministrativo Giuseppe Micale, Nadia Ghiringhelli in rappresentanza di FAIP, la Federazione delle Associazioni Italiane Para Tetraplegici.

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