Neuroscienze nel pallone

Neuroscienze nel pallone.Gli esperti sostengono da tempo che un campione è dotato di tre caratteristiche importanti: l’abilità fisica, il “senso della palla” e l’intelligenza di gioco. È possibile prevedere se un calciatore è destinato a diventare un campione? Secondo uno studio svedese, il successo calcistico è racchiuso nelle “funzioni esecutive”, ovvero le capacità cognitive di una persona di gestire problemi imprevisti.

L’intelligenza di gioco, ossia la capacità di un giocatore di essere nel punto giusto al momento giusto e di segnare, è sempre stata vista come un dono magico, impossibile da quantificare. Ma la pensa diversamente Torbjörn Vestberg del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche del Karolinska Institutet di Stoccolma e i colleghi della Scuola di Legge, Psicologia e Lavoro Sociale dell’Università di Ӧrebro, in Svezia, che per questa capacità hanno trovato la chiave di lettura scientifica nelle funzioni esecutive.

Le funzioni esecutive nascono dall’insieme di attività del cervello che regolano i processi di pianificazione, controllo e coordinazione del sistema cognitivo. Nel cervello queste funzioni sono collocate in diverse aree della corteccia prefrontale, posta all’altezza della nostra fronte, e alle relative connessioni nervose che si trovano all’interno e sotto di essa: l’area prefrontale dorsolaterale (PFDL), coinvolta particolarmente nella capacità di fare astrazione e di pianificazione le azioni; l’area orbitofrontale, coinvolta nella regolazione delle emozioni e nei processi decisionali; l’area anteriore del cingolo (soprattutto la parte dorsale), importante nel controllo della motivazione e degli stimoli interferenti.

L’insieme delle attività di questi centri si traduce in abilità creativa, capacità di problem-solving, spostamento dell’attenzione verso le informazioni rilevate e nell’attivazione di strategie appropriate anche attraverso lo scarto di soluzioni già utilizzate senza alcun risultato. Tutti aspetti che, in campo, si traducono in capacità tattica e permettono ai veri campioni di distinguersi durante il gioco.

Nel lavoro appena pubblicato sulla rivista internazionale PLoS One, Vestberg e colleghi hanno misurato le funzioni esecutive di 57 calciatori di spicco, 31 uomini e 26 donne, appartenenti alla federazione calcistica nazionale svedese Allsvenskan e alla seconda e terza divisione nazionale, mentre un gruppo di non giocatori è stato utilizzato come controllo.  Nello studio è stato applicato un test di fluenza (Design Fluency, DF) che misura funzioni quali la creatività, l’inibizione della risposta, la flessibilità cognitiva e simula l’insieme dei processi decisionali come se il soggetto fosse realmente impegnato in campo. Nel DF, il partecipante utilizza la mano e una penna per unire tutti i punti in un quadrato con una linea. Il compito del test è trovare il maggior numero possibile di combinazioni diverse con cui unire i punti in un intervallo di tempo stabilito (60 secondi) e senza poter ripetere le soluzioni trovate. In queste condizioni, il soggetto è costretto a ricordare le risposte precedenti, inibire la loro ripetizione e scansionare tutte le informazioni per trovare nuove soluzioni al compito.

Dallo studio è emerso che i calciatori di entrambi i gruppi hanno ottenuto valori nei test delle funzioni esecutive superiori rispetto ai non giocatori. I giocatori della squadra della federazione nazionale, in particolare, hanno ottenuto risultati migliori rispetto ai colleghi della seconda e terza divisione. Successivamente, i risultati del test sulle funzioni esecutive sono stati paragonati alla performance in campo di ciascun giocatore, attraverso l’osservazione negli anni del gioco, misurando il numero di goal e il numero di passaggi decisivi, quelli cioè che si concludono con un goal. Ad ogni performance è stato assegnato un punteggio, ed i risultati sono stati corretti secondo l’età e la posizione di gioco dei partecipanti. I giocatori con punteggi alti ottenuti dalla loro performance in campo hanno dimostrato anche valori alti nei test sulle funzioni esecutive.

“Possiamo immaginare una situazione in cui i test cognitivi di questo tipo diventeranno uno strumento utile ad allevare i nuovi calciatori di successo. Abbiamo però bisogno di studiare se è possibile mettere a punto un esercizio di potenziamento delle funzioni esecutive che possa tradursi direttamente in prestazioni migliori in campo”, ha commentato Vestberg.

Referenza

Torbjörn Vestberg, et al. Executive Functions Predict the Success of Top-Soccer Players. PLoS ONE, 2012; 7(4):e34731 (open access)
http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0034731

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