Mourinho ragiona con la corteccia mediale prefrontale

Mourinho ragiona con la corteccia mediale prefrontale.Sta nella capacità di utilizzare una specifica area cerebrale il segreto degli strateghi più raffinati.  E’ il risultato di uno studio condotto da Giorgio Coricelli del Centro mente cervello (Cimec) dell’Università di Trento e dell’Institut des Sciences Cognitives (Cnrs) di Lione e da Rosemarie Nagel dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona, appena pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences Usa (Coricelli G et al., Neural correlates of depth of strategic reasoning in medial prefrontal cortex, Pnas, May 2009).

Come ci può dire la psicologia senza bisogno delle neuroscienze, chi non sottovaluta l’avversario e si aspetta che si comporti anch’egli da abile stratega ottiene risultati migliori di coloro che agiscono ipotizzando che gli altri scelgano più o meno a caso le loro linee di condotta.

Sottoponendoli a risonanza magnetica funzionale durante un compito sperimentale, si è visto che nei “ragionatori di alto livello”, quelli che sono meno autoreferenziali, perché non sottostimano gli altri, riuscendo a prevederne con maggiore precisione le mosse, si attiva in particolare la corteccia mediale prefrontale.

Questa regione cerebrale svolge un ruolo cruciale nel costruire una teoria della mente delle persone con cui interagiamo, ovvero ci permette di capire i loro stati d’animo e le loro intenzioni. Il lavoro dei ricercatori dimostra inoltre per la prima volta che la capacità di attribuire stati mentali agli altri, per prevederne pensieri e azioni, è essenziale per il possesso di un’intelligenza strategica e per la presa di decisioni adeguate. La mentalizzazione avrebbe quindi un ruolo adattivo nella cognizione sociale. “Non è un semplice fatto di umiltà – spiega lo studio ­– ma si ripercuote nei nostri successi personali”.

Quindi, le persone troppo autoreferenziali (con un basso livello di ragionamento strategico) sarebbero in partenza destinate ad agire in modo inadeguato  rispetto a chi parte dal presupposto che gli altri abbiano le stesse nostre capacità di pensiero e di azione.

Mourinho ragiona con la corteccia mediale prefrontale.

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