Keep BrainFactor Alive!

A Settembre, BrainFactor compie 5 anni! Aiutaci a tenerlo in vita per altri 5 anni, almeno… Se vuoi e puoi, fai anche tu una donazione, secondo il tuo buon cuore e le tue possibilità, riconoscendo così il valore dell’impegno dei nostri collaboratori e della nostra ostinazione a mantenerci liberi da vincoli commerciali e accordi capestro che soffocherebbero quello spirito critico che è la nostra cifra distintiva.

Con l’occasione (i 5 anni si compiono una sola volta nella vita) abbiamo avviato una campagna di raccolta fondi a mo’ di “mattonaggio” di Radio Popolare, che seppe portare aria nuova nella creatività pubblicitaria milanese degli anni 90 in via di definitivo spegnimento dopo l’abbuffata degli 80 “da bere”. Così potremo, da domani stesso: innanzitutto non chiudere i battenti; e poi, mettere in atto tutte le idee e i progetti di ampliamento del servizio che stanno nel cassetto da tempo, da troppo tempo proprio per mancanza di fondi. E servirebbe davvero poco… Per fare molto!

Ormai in cinque anni avete avuto modo di placare le ansie sul chi siamo e perché lo facciamo, visto che diamo l’idea di essere onesti e trasparenti e questo – oggigiorno – può far pensare che ci sia sotto sicuramente qualcosa… Tutti dubbi leciti e opportuni quando si parla di neuroscienze, di clinica e di salute delle persone. Ebbene, crediamo che di conferme ne avete avute un tot: non avevamo e non abbiamo alcun altro obiettivo se non quello di promuovere anche nel nostro Paese una cultura neuroscientifica diffusa e all’altezza della ricerca internazionale, come abbiamo detto e scritto sin dall’inizio, in quel fatidico 18-9-2008 in cui abbiamo registrato la Testata al Tribunale di Milano al n.538 e nei giorni successivi movendo i primi passi in rete, per necessità (la carta costa) e per scelta (in questo modo si può arrivare prima dell’Ansa, nella nostra “nicchia”).

Sempre affamati di certificazioni internazionali che ci costringano a fare sempre meglio, come l’HONcode, che abbiamo avuto l’onore fra i primi in Italia di ricevere per “l’affidabilità della informazione medica”, fino a ritrovarci senza saperlo (non stiamo scherzando) negli elenchi delle riviste di neuroscienze di riferimento delle migliori università americane e, in ultimo (sempre senza avere mosso un dito, se non quelli che servono a scrivere articoli), nell’elenco messo a punto dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) delle riviste valide per concorrere all’abilitazione scientifica nazionale del Miur ex art.16 L.240/2010. Cioè, chi pubblica su BrainFactor fa bene alla scienza e fa bene al suo proprio curriculum allo stesso tempo, senza il bisogno di doversi arrabattare per uscire su riviste tanto prestigiose quanto bibliche per tempi di pubblicazione e sicuramente non così disponibili (e gratuitamente, nello spirito pieno dell’Open Access) al pubblico Italiano.

E – sembra incredibile – non ci siamo mai venduti a nessuno, a nessun politico di turno, a nessuna cordata accademica (a volte ponendoci proprio “in direzione ostinata e contraria” a quelle più saccenti o scontate ma potenti), a nessuna azienda produttrice di alcunché (pillole, preparati galenici, rimedi d’ogni sorta), anche se abbiamo avuto qualche proposta davvero allettante nel corso del tempo. Ma non abbiamo mai ceduto alle tentazioni. Perché? Perché ciò avrebbe snaturato lo spirito della testata. Sembra poco? Sembra assurdo? In cambio però abbiamo avuto il privilegio di non doverci sentire “in obbligo” con chicchessia – che in periodi di magra come questo, in cui anche gli animi nobili prima o poi cedono per bisogno, è davvero un’eroica impresa – e di non inchinarci mai ad alcun interesse parziale. Questo – capirete – richiede la disponibilità a impegnarsi per davvero. E tanto. Senza nulla avere in cambio se non la soddisfazione (troppo umana, ma autentica) di aver gettato delle pietre angolari per la casa in costruzione. Almeno così ci piace pensarci.

E ora ce la sentiamo proprio di costruire la casa per intero, con tutte le sue finiture e secondo il progetto originale, condiviso in un bar di Milano vicino alla Centrale, davanti a due caffè, bevuti lenti, lasciati raffreddare distrattamente tanto eravamo presi da quello che le nostre menti stavano producendo, immaginando quello che sarebbe poturo essere il primo progetto di comunicazione neuroscientifica Italiana per gli addetti ai lavori ma non solo. Allora, grazie davvero a tutti voi, che avete creduto a BrainFactor. Siamo fiduciosi che contribuirete, “ognuo secondo i suoi bisogni, ciascuno secondo le sue capacità”, ad assicurare altri anni di vita a questa “creatura” che – a 5 anni – già inizia a parlare un linguaggio proprio ed è pronta a uscire dal guscio del nucleo famigliare per affrontare il mondo.

Chi non potrà contribuire di propria tasca alla nobile causa, potrà sicuramente aiutarci a promuovere la campagna di raccolta fondi sui suoi canali, sicuro che queste risorse andranno davvero “a fin di scienza”, cioè di bene, e non verranno sprecate. Di seguito tutti i ritrovati del web per rendere questo appello virale… Obiettivo: 70k! Per non buttare il bambino con l’acqua, per vivere altri 5 anni ancora, per progredire insieme!

In altre parole… I soldi che stiamo chiedendo serviranno in prima battuta a coprire le spese vive del mantenimento della testata (dominio, hosting, piattaforma, tecnologie varie, sicurezza – per i curiosi: siamo stati più volte “visitati” dagli hacker… Anche questo ci fa sentire importanti, ma fa sudare 70.000 camicie) e… Abbiamo un sogno: poter finalmente “onorare” la professionalità e l’impegno dei numerosi e tanto qualificati collaboratori, che fino a oggi hanno condiviso un progetto ambizioso, prodigandosi in puro spirito di servizio al solo scopo di contribuire a diffondere criticamente la cultura neuroscientifica anche nel nostro Paese.

Marco Mozzoni

mozzoni@brainfactor.it

Image credits: Shutterstock

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