Il dentista non è più un problema con l’ipnosi…

Il dentista non è più un problema con l'ipnosi...Uno studio italiano realizzato dal Prof. Enrico Facco e dai colleghi dell’Università di Padova ha dimostrato in ambito odontoiatrico che con l’ipnosi è possibile ottenere un innalzamento della soglia del dolore al punto da produrre in gran parte dei pazienti una “analgesia ipnotica focalizzata”. Lo studio è stato pubblicato in questi giorni su International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis.

Nel corso dell’esperimento sono state misurate con una apparecchiatura chiamata “pulp tester” le soglie di dolore localizzato ai primi premolari di destra e di sinistra dei partecipanti, prima, durante e dopo la procedura ipnotica. Risultato: 14 soggetti (45,2% del totale) su 31 hanno sviluppato una completa “analgesia ipnotica focalizzata” non percependo alcun dolore alla massima stimolazione dolorifica somministrata, 6 soggetti (19,3%) hanno sviluppato una analgesia parziale, mentre nei restanti 11 soggetti (35,5%) si è osservato solo un modesto aumento della soglia del dolore.

L’induzione ipnotica è iniziata con suggestioni verbali tradizionali di rilassamento e benessere, pesantezza delle palpebre, regolarizzazione del ritmo della respirazione: una volta chiusi gli occhi, i partecipanti sono stati invitati a concentrarsi sul loro proprio corpo, con suggestioni di pesantezza e rilassamento muscolare progressivo. Il raggiungimento dello stato desiderato è stato verificato con l’osservazione dei segnali corporei e comportamentali dei soggetti quali il rilassamento dei muscoli del viso, il leggero abbassamento della mandibola, il rallentamento della respirazione e altri indicatori tipici. La voce di un ipnotista esperto ha poi guidato i partecipanti all’esperimento nella focalizzazione dell’attenzione su una singola idea (“monoideismo”, in gergo tecnico), per facilitare l’esclusione dalla coscienza degli stimoli di disturbo, esterni o interni che fossero.

L’analgesia ipnotica focalizzata (HFA) è stata ottenuta con una “induzione” di anestesia locale dell’arco mandibolare destro mediante suggestioni verbali di blocco nervoso localizzato e di azzeramento delle sensazioni relative alla parte interessata (“neglect”), oltre a specifiche manipolazioni da parte del ricercatore. Durante l’esperimento l’ipnotizzatore ha fornito suggestioni verbali di visualizzazione (nuotare in un mare tropicale ed esplorare il fondale marino) e  suggestioni “postipnotiche” di analgesia residuale, proprio come accade quando il paziente viene trattato con un farmaco.

“I nostri dati dimostrano che l’ipnosi è uno strumento potente, capace di modulare il dolore al trigemino e migliorare la qualità di cura in odontoiatria; nuovi studi sulla reazione somatica e sullo stress indotto dalla stimolazione della polpa dentale sono attualmente in corso; se  l’ipnosi sarà in grado di bloccare l’elaborazione dei segnali di dolore a livello cerebrale e proteggere i pazienti dallo stress chirurgico, invece di dissociare semplicemente il dolore dalla sua percezione, dovrà essere considerata un agente analgesico a tutti gli effetti, al pari della sedazione farmacologica”, sottolineano i ricercatori di Padova.

Reference:

Enrico Facco, Edoardo Casiglia, Serena Masiero, Valery Tikhonoff,  Margherita Giacomello & Gastone Zanette (2011): Effects of Hypnotic Focused Analgesia  on Dental Pain Threshold, International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis,  59:4, 454-468

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