Il cervello Rabbioso

Il cervello Rabbioso.Con l’articolo di Alessandra Gilardini sul “Cervello Rabbioso” si apre la penultima giornata dell’iniziativa di BrainFactor per la Settimana del cervello (12-18/3/2012) “L’Alfabeto del cervello”, patrocinata anche quest’anno da Dana Foundation e realizzata in collaborazione con la Società Italiana di Neurologia (SIN) e con il Dipartimento di Neuroscienze e Tecnologie Biomediche (DNTB) dell’Università di Milano Bicocca.

Il sangue ribolle, i nervi arrivano a fior di pelle, digrigniamo i denti, diventiamo neri … non ci vediamo più! Stiamo avendo un episodio di rabbia, quel sentimento che, come gli altri, è in grado di coinvolgerci dalla testa ai piedi e scatenare una risposta sia biologica che comportamentale.

“In senso più generale, la rabbia è un sentimento o un’emozione che va da una lieve irritazione alla furia intensa e rabbia. La rabbia è una risposta naturale a quelle situazioniin cui si sentono minacciati noi, crediamo che danno verrà a noi, o riteniamo che un’altra persona ha inutilmente ci ha fatto torto. Possiamo anche arrabbiarsi quando ci sentiamoun’altra persona, come un bambino o qualcuno vicino a noi, è stato minacciato odanneggiato. Inoltre, la rabbia può derivare da frustrazione quando i nostri bisogni, i desideri e gli obiettivi non vengono raggiunti. Quando ci arrabbiamo, possiamo perdere la nostra pazienza e agire in modo impulsivo, aggressivo o violento.” 1

Durante un episodio di rabbia, che succede nel nostro corpo?

Secondo uno studio condotto da Neus Herrero dell’Università di Valencia, in Spagna, allo “scatto di rabbia” corrisponderebbero un aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, della produzione di testosterone e viene maggiormente stimolata la parte sinistra del nostro cervello.2

Nel lavoro pubblicato sulla rivista Hormones and Behaviour, Herrero e colleghi hanno osservato su 30 uomini l’effetto biologico ed emotivo del test di “Induzione della rabbia” (Anger Induction, AI): 50 frasi, pronunciate in prima persona, che riflettono situazioni quotidiane che possono essere fonte di arrabbiature. Immediatamente prima e dopo il test sono stati rilevati gli stati emotivi, l’esperienza soggettiva della rabbia ei parametri biologici di cuore, pressione, livelli di testosterone e cortisolo nel sangue. L’attivazione asimmetrica, di ciascuno dei lati del cervello dei partecipanti, è stata misurata mediante la tecnica dell’ascolto dicotico (due cuffie in cui simultaneamente si ascoltano due diverse frasi) a livello dei lobi frontali,  che influenzano l’attività motoria acquisita e la pianificazione e organizzazione del comportamento.

Il test ha dimostrato un mutamento dell’umore dei partecipanti, che oltre ad essere arrabbiati hanno manifestato uno stato mentale più negativo rispetto a quello di partenza. A livello biologico si è osservato l’aumento di pressione arteriosa, battito cardiaco e concentrazione di testosterone, mentre anche la quantità di cortisolo è risultata variata al cambio di umore. “Provocare delle emozioni genera profondi cambiamenti nel sistema nervosa autonomo, che controlla la risposta cardiovascolare, e nel sistema endocrino”, precisa Herrero. “In aggiunta, si verificano anche variazioni dell’attività cerebrale, soprattutto nei lobi frontale e temporali”

Riguardo all’attività dei lobi frontali del cervello durante le emozioni, ci sono due modelli contrastanti che spiegano l’attività asimmetrica che si osserva nel caso si provi un sentimento di rabbia. Se il cervello segue l’emozione (modello della valenza emozionale), la regione frontale di sinistra si attiva in presenza di emozioni positive, mentre la controparte di destra sperimenta quelle negative. Se, invece, il cervello risponde indirizzando la sua attenzione (modello della direzione motivazionale), la regione frontale di sinistra ci porta ad avvicinarci alla fonte dell’emozione che stiamo provando, mentre la controparte di destra ci allontana.

L’attività del cervello, durante lo stato di rabbia, è risultata essere maggiore nel lato sinistro rispetto a quello destro. Fenomeno curioso, secondo gli autori e i due modelli appena descritti. Vogliamo quindi tenerci stretta la fonte della nostra rabbia? Al contrario, spiega Herrero, questi dati aiutano a convalidare il modello della direzione motivazionale. “Normalmente quando ci arrabbiamo mostriamo una tendenza naturale ad avvicinarci a ciò che ci ha fatto arrabbiare per cercare di eliminarla”.

Studi di tipo neurochimico evidenziano che il neurotrasmettitore maggiormente coinvolto nella rabbia aggressiva e, meno, nell’esperienza della rabbia stessa è la serotonina, conosciuta come la molecola dell’umore, del sonno, che regola temperatura corporea, la sessualità e l’appetito.3 Reazioni di rabbia sono state associate ad un basso funzionamento del sistema serotoninergico. Tuttavia, i sistemi biologici non sono entità discrete, ma costituite di molecole che inibiscono o eccitano le stesse aree del cervello. Infatti, studi sperimentali hanno dimostrato un ruolo eccitatorio nella manifestazione dell’aggressività da parte di altri neurotrasmettitori, come la noradrenalina (che “setta” i livelli energetici del nostro corpo) e le dopamina (importante per la produzione delle endorfine, sostanze tra l’altro regolatrici del senso del dolore, nella regolazione del piacere), e un coinvolgimento degli oppiacei endogeni (con ruolo analgesico, euforico e rilassante).

Non ho trovato un esempio di frasi dell’AI test da riportare in questo pezzo, perché ci si potesse fare un’idea di cosa avessero provato i partecipanti allo studio di Herrero durante l’ascolto delle frasi “irritanti”. Ma il cinema italiano, forse, può venirmi incontro. Vi propongo una scena dal film “L’ultimo Bacio”, di Gabriele Muccino (2001),4 dove l’attrice Giovanna Mezzogiorno sfoga in pochi minuti un picco di rabbia che, non so voi, ma a me fa salire la pressione tutte le volte. Vale come test?

Alessandra Gilardini, biologo, Ph.D. in Neuroscienze
BrainFactor


Referenze

1. Reilly PM, Shopshire MS.  Anger management for Substantial Abuse and Mental Health Clients: a cognitive behavioral Therapy Manual. Available at: http://kap.samhsa.gov/products/manuals/pdfs/angermanagement_manual_0508.pdf
2. Michael Potegal M. International Handbook of Anger:  Constituent and Concomitant Biological, Psychological, and Social Processes. 2010 Springer. 590 p. Available at: http://books.google.it/books?id=Szbbn8AwEXQC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false
3. Herrero N, et al. What happens when we get angry? Hormonal, cardiovascular and asymmetrical brain responses. Hormones and Behavior, 2010; 57 (3): 276-83.
4. L’ultimo Bacio- Il tradimento

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