Ictus, in Italia strutture inadeguate

Ictus, in Italia strutture inadeguate.“Una catastrofe evitabile, ma mancano strutture adeguate di cura”. Così Maria Luisa Sacchetti, neurologo vascolare dell’AO Policlinico Umberto I di Roma e presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus, a proposito dell’ictus cerebrale, che in Italia colpisce ogni anno 200.000 persone (15 milioni nel mondo), il 40% delle quali non sopravvive o resta disabile. Seconda causa di morte su scala mondiale, terza nei Paesi G8, l’ictus è preceduto soltanto da malattie cardiovascolari e tumori.

Proprio per diffondere la cultura della prevenzione, nel mese di maggio A.L.I.Ce. Italia Onlus ha previsto una serie di iniziative di informazione e divulgazione in numerose città italiane, fra cui iniziative di screening dei fattori di rischio, di ipertensione e fibrillazione atriale. L’elenco completo delle iniziative si può consultare a www.aliceitalia.org

“Conoscere l’ictus cerebrale non significa solo prevenirlo – sottolinea il presidente Sacchetti – ma anche saper riconoscere precocemente i sintomi, considerando la vitale importanza di un intervento tempestivo in caso di attacco. L’assistenza del 118 e il trasporto immediato in una Stroke Unit, ovvero i centri ospedalieri specializzati nel riconoscimento e nella cura dell’ictus cerebrale, rappresentano infatti gli elementi essenziali per affrontare l’emergenza”.

“Le Stroke Unit – prosegue Sacchetti – sono le strutture attrezzate in grado di offrire le cure ottimali a un paziente colpito da ictus cerebrale: grazie all’intervento di equipe adeguatamente formate, possono ridurre notevolmente le complicazioni legate ad un ictus, permettendo, inoltre, un risparmio economico sui costi pari al 20%. Considerando che in Italia il costo dell’assistenza sanitaria si traduce in 3.7 miliardi di euro l’anno, la diagnosi precoce dell’ictus e le cure adeguate permetterebbero al Sistema Sanitario Nazionale di risparmiare circa 740 milioni di Euro all’anno”.

Però in Italia, nonostante il numero di Stroke Unit sia più che raddoppiato negli ultimi quattro anni, la situazione non sembra essere omogenea: su 141 Stroke Unit, 95 sono al Nord e solo 15 al Sud, “non garantendo a tutti i cittadini di aver accesso allo stesso tipo di cure su tutto il territorio nazionale”. Questa la denuncia che ALICe Italia Onlus lancia in occasione dell’iniziativa “Maggio è il mese contro l’ictus cerebrale”.

“L’alleanza tra A.L.I.Ce. e la filiera della tutela della salute è la nostra nuova scommessa – conclude sacchetti – Dalle Farmacie ai Medici di Famiglia, dagli Ospedali alle strutture del territorio, per fare insieme corretta informazione, per prevenire e per indirizzare le persone alle cure più adeguate. Insomma, per vincere contro questa malattia che, a giusto titolo, è chiamata dalla WSO “una catastrofe evitabile”.

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