Giornata Mondiale Ictus

ictusDomani 29 ottobre è la Giornata Mondiale dell’Ictus. Giunto alla sua quarta edizione, il World Stroke Day viene celebrato per la prima volta in Italia con visite gratuite e screening del rischio vascolare presso le principali strutture ospedaliere.

“L’ictus cerebrale è una catastrofe prevenibile e curabile. In Italia ogni anno ben 200.000 persone vengono colpite da ictus: di queste, 40.000 muoiono entro breve termine e altre 40.000 subiscono un grave handicap che cambia radicalmente la loro vita e quella delle loro famiglie. In termini economici, il costo dell’assistenza si traduce in 3.7 miliardi, pari allo 0.25 del prodotto interno lordo italiano… La diagnosi precoce e l’intervento adeguato potrebbero ridurre questo grave carico sociale ed economico del 20-30 %” ha dichiarato in una nota stampa Marialuisa Sacchetti, neurologo dell’Umberto I di Roma e presidente di Alice Italia Onlus, l’associazione italiana per la lotta all’ictus cerebrale.

Ogni anno nel mondo muoino per ictus 6 milioni di persone. In Europa l’ictus rappresenta la prima causa di disabilità a lungo termine e la terza causa di morte. In Europa ogni 20 secondi una persona è colpita da ictus e ogni anno muoiono circa 650.000 persone.

I dati sull’Europa sono stati recentemente diffusi dalla Stroke Alliance for Europe (SAFE), organizzazione che riunisce 20 Associazioni di pazienti colpiti da ictus in 17 Paesi europei e che ha diffuso le linee guida per la prevenzione e una migliore cura dell’ictus in un documento rivolto al Parlamento europeo e a tutti i governi dell’Unione. Secondo la SAFE, il controllo della pressione del sangue, il trattamento dell’ipertensione e del livello di colesterolo alto potrebbero aiutare a prevenire il 40% degli ictus cerebrali. Un altro dato drammatico è la diminuzione significativa dell’età dei pazienti colpiti da ictus.

“Le conseguenze devastanti dell’ictus cerebrale possono essere ridotte puntando a un intervento globale di sistema, sia in termini di informazione alla popolazione, sul riconoscimento dei sintomi di allarme e come emergenza che ha bisogno di cure specifiche, sia in termini di valutazione e controllo delle persone a rischio. Una corretta informazione dei cittadini potrebbe infatti tradursi in una maggiore consapevolezza della malattia che può consentire interventi immediati ed esiti meno devastanti”, ha concluso la Sacchetti.

Le iniziative italiane vedranno domani coinvolte sia le società scientifiche sia la Federazione Alice Italia Onlus che raccoglie la voce dei pazienti e delle famiglie, coordinando le omonime Associazioni regionali, presenti con numerose unità territoriali in ogni regione italiana.

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