Filosofia e neuroscienze dialogano, in Tv

Filosofia e neuroscienze dialogano, in Tv.La scienza trova crescente spazio in televisione. Non quanto meriterebbe e non sempre con il rigore che sarebbe necessario. Lodevoli eccezioni di “intrattenimento” serio e approfondito sono affiancate da programmi che cercando lo spettacolo banalizzano quando non stravolgono i contenuti della ricerca. Se la scienza, in definitiva, non se la passa benissimo, come se la passa la filosofia?

Pensiamo in particolare a quella filosofia disponibile a dialogare con le discipline empiriche, in molti casi alla radice di filoni sperimentali fondamentali e a volte ampiamente maltrattata. Con una intelligente eccezione. Su Rai Scuola, Canale 146 del digitale terrestre, ha appena avviato la sua seconda serie “Zettel – La Filosofia in Movimento” ed è in onda tutti i martedì, “in rotazione” ogni quattoro ore.

Ideato da Gino Roncaglia e Silvia Calandrelli, per la regia di Piccio Raffanini, il programma è curato e guidato in studio da Maurizio  Ferraris dell’Università di Torino e Mario De Caro dell’Università Roma3 (nell’immagine; vedere l’intervista di BrainFactor del 10/5/2012) con un collegamento fisso da New York con Achille Varzi della Columbia University. L’idea è quella di proporre i contenuti “classici”, legati a parole chiave del lessico filosofico, da anima a responsabilità, da memoria a morte, da Dio a natura, con riferimenti puntuali anche alla scienza e alle neuroscienze, in un dialogo serrato e non generico.

Se ad esempio si parla di libertà, responsabilità o di azione, non si può prescindere dalle recenti acquisizioni sperimentali sul funzionamento del cervello, dagli esperimenti di Libet e Haynes sul libero arbitrio, dall’automatismo di tanti comportamenti messo in luce dalla psicologia empirica. E così via. D’altra parte, gli scienziati non possono fare a meno della chiarificazione concettuale dei filosofi, senza la quale anche la ricerca rischia spesso di non avere le “giuste” coordinate.

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Il format è moderno, ritmato e scandito da interventi brevi, nello spirito dell’era di Internet ma senza cedimenti sui contenuti. E alla televisione si affianca il web, con il sito del programma e una settimana di dibattito sul tema della puntata aperto agli spettatori e ai frequentatori di Facebook, con la moderazione di un giovane studioso. Una formula che sta suscitando interesse e dimostrando come la filosofia, insieme alla scienza, nel XXI secolo sia ancora vitale e sappia stare al passo con i tempi. Non per subirli, ma per analizzarli, criticarli e proporre nuove vie di futuro.

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