Europei, 38% soffre disturbi mentali

Europei, 38% soffre disturbi mentali.PARIGI – La sfida europea del XXI secolo? I disturbi mentali e neurologici, che interessano più del 38% della popolazione. Ma solo un terzo dei casi viene trattato. E’ quanto denuncia uno studio condotto in 30 Paesi del “Vecchio Continente” (UE più Svizzera, Islanda e Norvegia) presentato al congresso dell’European College of  Neuropsychopharmacology (ECNP) in corso in questi giorni a Parigi.

Ecco lo “stato di salute” del cervello degli Europei, secondo i ricercatori del “Task Force project on the Size and Burden and Cost of Disorders of the Brain in Europe 2010”, realizzato da ECNP ed European Brain Council (EBC) e coordinato da Hans-Ulrich Wittchen dell’Università di Dresda:

  • ogni anno il 38,2% della popolazione europea (pari a 164,8 milioni di persone) soffre di un disturbo mentale;
  • i disturbi più frequenti sono i disturbi d’ansia (14%), l’insonnia (7%), la depressione maggiore (6,9%), i disturbi somatoformi (6,3%), seguiti da dipendenza da alcol e droghe (4%), disturbo da deficit dell’attenzione – iperattività o ADHD (5% dei giovani), demenza (dall’1% riscontrato nella popolazione fra i 60 e i 65 anni al 30% riscontrato fra gli ottantenni);
  • solo un terzo dei casi riceve trattamento (33% circa);
  • fra i pazienti in trattamento si registrano ritardi di diversi anni in termini di intervento, oltre a terapie inappropriate e non allo stato dell’arte;
  • i disturbi mentali sono prevalenti in tutte le fasce di età, cioè interessano tanto gli anziani quanto i giovani;
  • tranne nel caso della dipendenza e del ritardo mentale, non emergono differenze fra i vari Stati e le diverse culture;
  • a tutto questo vanno aggiunti milioni di pazienti con disturbi neurologici quali ictus, traumi, Parkinson, sclerosi multipla.

Alla scala della disabilità nel ciclo di vita DALYs, le “malattie del cervello” detengono il primato (26,6%) sul totale generale delle malattie: secondo questa chiave di lettura i disturbi più disabilitanti sarebbero depressione, demenza, alcolismo e ictus.

A fronte di tutto questo, la risposta da parte del mondo clinico e della ricerca sembra inadeguata: i ricercatori portano infatti sotto la luce dei riflettori una “frammentazione disciplinare nella ricerca e nella pratica clinica, con differenti concetti, approcci e sistemi diagnostici”.

Sul versante sociale poi si registra ancora la persistenza di “stigma e marginalizzazione” nei confronti delle persone che soffrono di disturbi mentali e una carenza di iniziative volte a promuovere una maggiore consapevolezza dei cittadini europei in merito a questi disturbi.

Il congresso ECNP di Parigi conferma in sostanza per l’Europa quanto sottolineato già lo scorso luglio su Nature dal National Institute of Health (NIH) americano e dalla Global Alliance for Chronic Diseases (GACD) di Londra su scala planetaria (vedere articolo di BrainFactor del 12/07/2011).

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