Depressione, Italiani non si curano

Depressione, Italiani non si curano.MILANO – Calano i suicidi in Italia, ma la depressione si estende con dati allarmanti: in 500 mila soffrirebbero di depressione nella sola Lombardia, 200 mila stimati a Milano. La classe professionale più in crisi sarebbe quella degli Avvocati, oltre ai giovani laureati disoccupati. Questo il barometro della salute mentale degli Italiani emerso al congresso della Società Italiana di Psichiatria (SIP) in corso a Milano.

Il problema nel problema è che chi soffre di depressione spesso si vergogna a tal punto da vivere in solitudine la propria condizione, non parlandone nemmeno con il proprio medico: quattro persone su cinque (80%) non ne parla proprio a nessuno. Dai dati presentati poco fa a Milano, riassuntivi di una indagine dettagliata di ASL Torino e Doxa, un Italiano su tre avrebbe ancora pregiudizi e false credenze in merito alla depressione, ritenendola addirittura “pericolosa”. Allo stesso tempo però non le darebbe peso come malattia: “basterebbe infatti un po’ di buona volontà per uscirne”, sembrano pensare gli Italiani. Il 40% della popolazione ritiene inoltre i farmaci “non necessari per la cura” e il 65% è convinto che “possano avere gravi effetti collaterali e indurre dipendenza”.

“Così gli Italiani preferiscono rivolgersi a trattamenti spesso privi di evidenza scientifica, in un balletto di opzioni che non hanno niente a che fare con la cura, dalla massoterapia, allo yoga, alla palestra, al rilassamento, ai prodotti vegetali come i fiori di Bach, che certo male non fanno ma sevono a poco”, ha sottolineato in conferenza stampa il Prof. Eugenio Aguglia (nella foto BrainFactor), presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP). Inoltre sembra essere diffusa la cattiva abitudine di sospendere l’assunzione degli antidepressivi quando i sintomi iniziano a regredire per effetto della terapia (circa 30 / 40 giorni dall’inizio della cura), ricadendo giocoforza in una depressione ancora peggiore: “ma – ha proseguito Aguglia – nessun diabetico si sognerebbe mai di sospendere l’insulina, nessuna persona malata di tumore si sognerebbe mai di interrompere il trattamento… E di depressione si può guarire, meglio se il trattamento farmacologico viene affiancato a una psicoterapia adeguata”.

Claudio Mencacci, presidente del congresso, ribadendo che “non c’è salute se non c’è salute mentale”, ha annunciato l’avvio a breve di un “Piano Nazionale di Lotta alla Depressione” che vedrà coinvolti diversi soggetti istituzionali, fra i quali anche l’Associazione Industriali e Farmindustria: “sarà un piano a 5 livelli, dalla prevenzione, al riconoscimento precoce, al trattamento dei casi lievi medi e gravi”, ha concluso Mencacci evidenziando che se i dati relativi al tasso di suicidi risulta in calo, ciò è dovuto al fatto che ne 2009 (l’annata peggiore con 2.986 morti per suicidio solo in Italia, di cui 198 per ragioni economiche) chi ha subito gli effetti della crisi economica si sentiva solo e senza supporto sociale, mentre oggi (110 suicidi per ragioni economiche stimati a tutto il 2012) il clima è quello della condivisione di una sofferenza diffusa che sembra togliere le persone dal loro isolamento, smorzandone le tendenze suicidarie.

2 Comments on "Depressione, Italiani non si curano"

  1. Sono d’accordo, ma è doveroso ricordare che per la depressione lieve o media, cioè quella più frequente, non sono indispensabili i farmaci, ma ci si può affidare con successo a psicoterapia di comprovata efficacia come quella cognitivo comportamentale.

  2. Ottima iniziativa molto importante proprio in questo periodo nel quale, a causa della crisi finanziaria, gli input negativi che conducono alla depressione si fanno sempre più frequenti e l’informazione sulle terapie possibili latita.

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