Covid-19: via le mani dalla faccia! A riuscirci…

E’ noto che l’infezione da Coronavirus può trasmettersi anche per autoinoculazione, cioè portando le mani contaminate a contatto con altre parti del proprio corpo come occhi, naso e bocca.

Per questo il consiglio di lavarsi bene le mani, in questi giorni, è diventato un mantra.

Non basterebbe evitare di toccarsi le mucose? Sembra un accorgimento banale. Cosa ci vuole? Non siamo bambini… Basta non portare questi “vettori di trasmissione del virus” alla faccia.

Purtroppo per noi, è un’abitudine così radicata nel nostro comportamento da essere difficilmente modificabile con una semplice decisione a tavolino, anche (e soprattutto) se siamo adulti.

Perché, secondo la psicologa Natasha Tiwari, questa non è una semplice abitudine.

Con una metafora, dice infatti alla BBC: “tale comportamento fa parte del nostro DNA, siamo neurologicamente strutturati in questo modo: già il feto nell’utero si tocca la faccia”.

“Non toccarci il viso – prosegue – sarebbe assolutamente innaturale, perché lo facciamo per calmarci: stimolando certe aree del viso con la pressione delle dita attiviamo infatti il sistema parasimpatico“.

Se ci facciamo caso, ci tocchiamo la faccia con maggiore frequenza nei momenti di shock, di sorpresa, di turbamento o di agitazione. Quando un certo po’ di rilassamento, grazie all’intervento del parasimapatico, ci sta tutto. Ma in questo caso non ci gioca a favore.

Uno studio pubblicato nel 2015 sull’American Journal of Infection Control da Angela Kwok e colleghi della University of New South Wales (UNSW) di Sydney ha rivelato che, in media, in un’ora ci tocchiamo il viso almeno 23 volte. Per lo più in modo inconsapevole.

Quale parte del viso in particolare? Il 44% delle volte tocchiamo le membrane mucose, mentre il 56% le membrane non mucose, in questo ordine di preferenza (come mostrato in figura):

  • della bocca (36% delle volte);
  • del naso (31%);
  • degli occhi (27%);
  • di regioni varie (6%).

Come interrompere il ciclo di trasmissione delle infezioni per autoinoculazione?

“Attivare programmi di rieducazione delle nostre abitudini a partire dalle scuole sarebbe un buon metodo di prevenzione a basso costo per i governi”, sottolineano gli australiani.

Magari iniziando col fai-da-te, come suggerisce la Tiwari. “Possiamo interrompere gli schemi automatici mettendo, ad esempio, gli occhiali al posto delle lenti a contatto, oppure truccandoci di meno o evitando di gesticolare mentre parliamo”.

Cioè creandoci delle piccole utili complicazioni quotidiane per “rompere la routine”. Rendendoci conto di quello che stiamo facendo per modificare nel tempo “l’istinto”, fin dove possibile.

Riducendo anche in questo modo la probabilità di contagio.

Reference:

Yen Lee Angela Kwok et al., “Face touching: A frequent habit that has implications for hand hygiene”, American Journal of Infection Control 43 (2015) 112-4 (PDF Full Text)

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