Alzheimer, ultima frontiera…

Alzheimer, ultima frontiera...SAN DIEGO – A che punto sta la ricerca sull’Alzheimer? Quali sono i progressi sul versante della diagnosi precoce? E’ realistico pensare alla messa in produzione a breve di un vaccino contro la malattia? Sono alcune delle domande alle quali ha voluto rispondere la conferenza stampa tematica di chiusura del meeting annuale della Society for Neuroscience (SfN) a San Diego.

Gli studi più recenti hanno chiarito ulteriormente i cambiamenti che avvengono a livello neurobiologico nel cervello delle persone colpite da Alzheimer. Queste ricerche possono aiutare le persone “a rischio” grazie alla messa a punto di nuovi protocolli per la diagnosi precoce della malattia. Gli studi su animali consentono inoltre ai ricercatori di definire sempre meglio il nuovo approccio allo sviluppo di un vaccino privo di effetti collaterali sull’uomo.

Questi i risultati dei nuovi studi presentati oggi a Neuroscience 2010:

  • Le persone con Alzheimer mostrano cambiamenti strutturali anche nel nucleo caudato, una struttura del cervello tipicamente associata a disturbi del movimento quali il Parkinson, indicando che la malattia produce un danno cerebrale magggiore di quanto sinora ritenuto (Sarah Madsen, abstract 348.4).
  • Le persone a rischio di Alzheimer mostrano cambiamenti strutturali in ampie porzioni della corteccia cerebrale, in particolare quelle deputate al ragionamento, alla memoria e altre funzioni cognitive di alto livello (Sarah George, abstract 756.9).
  • Un nuovo vaccino, testato sui topi, sarebbe in grado di proteggere dai problemi di memoria caratteristici dell’Alzheimer, senza dare luogo agli effetti collaterali osservati nei trial clinici di precedenti formulazioni (Charles Glabe, PhD, abstract 725.6).
  • Un nuovo studio sperimentale su animali dimostra che gli aggregati anomali di proteina tau nel cervello possono interferire direttamente con la memoria. La proteina tau potrebbe dunque costituire un target importante nello sviluppo delle nuove terapie dell’Alzheimer e dei disturbi correlati (Ottavio Arancio, MD, PhD, abstract 527.8).

“Identificare le persone a rischio di Alzheimer e sviluppare nuovi trattamenti per le patologie del sistema nervoso centrale è un imperativo sociale. Gli studi oggi presentati confermano che la ricerca sta facendo reali progressi per sconfiggere questa tragica epidemia”, ha commentato Sam Sisodia, PhD, della University of Chicago, esperto della biologia cellulare delle proteine implicate nell’Alzheimer.

Hanno preso parte alla conferenza stampa:

  • Sarah Madsen, University of California – Los Angeles, Los Angeles, Calif.
  • Sarah George, Rush University Medical Center, Chicago, Ill.
  • Charles Glabe, University of California — Irvine, Irvine, Calif.
  • Ottavio Arancio, Columbia University, New York, NY
  • Sangram Sisodia, University of Chicago, Chicago, Ill. (moderatore)

Rerferences:

  • Abstract 348.4 Summary: Brain Tissue Loss in People with Alzheimer’s Disease and Mild Cognitive Impairment. Study investigates another possible marker for the progression of the disease – Lead author: Sarah Madsen (310) 206-2101 University of California, Los Angeles sarah.madsen@loni.ucla.edu Los Angeles, Calif.
  • Abstract 756.9 Summary: Structural Brain Changes in People at Risk for Alzheimer’s Disease. Study suggests an early marker for dementia, might identify candidates for early treatment – Lead author: Sarah George (312) 563-4395 Rush University Medical Center sarah_george@rush.edu Chicago, Ill.
  • Abstract 725.6 Summary: Development of a Safer Vaccine for Alzheimer’s Disease. Mouse study suggests new vaccine approach that may avoid side effects – Senior author: Charles Glabe, PhD (949) 824-6081 University of California, Irvine cglabe@uci.edu Irvine, Calif.
  • Abstract 527.8 Summary: Small Clumps of Tau Protein Disrupt Memory. Animal study suggests possible target for Alzheimer’s disease therapies – Senior author: Ottavio Arancio, MD, PhD (212) 342-5527 Columbia University oa1@columbia.edu New York, N.Y.

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Le altre conferenze stampa tematiche di Neuroscience 2010 seguite da BrainFactor…

 

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