Clinica neurologica, le novità dalla ricerca

ROMA – Al congresso nazionale della Società Italiana di Neurologia (SIN), in corso a Roma, questa mattina è stato fatto il punto sulle novità in merito alla diagnosi e al trattamento delle principali patologie neurologiche, che tra 20 anni costituiranno la principale causa di morte e disabilità in tutto il mondo.

Sclersosi multipla

Continuano i progressi farmaclogici, dalle terapie con anticorpi monoclonali, alle terapie anti linfocitarie B, efficaci non solo nelle forme a ricadute e remissioni ma anche nelle forme primariamente progressive. Nelle forme secondariamente progressive sembrano invece efficaci i farmaci che agiscono sui recettori della sfingosina 1 fosfato, mentre nei casi più aggressivi si conferma ottimale la terapia con trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche.

Parkinson

Si punta sull’innovazione digitale per il trattamento del futuro: da sistemi di telemonitoraggio per controllare le variabilità infradiane di voce, mobilità, marcia, equilibrio e tempo di reazione, alle piattaforme di teleriabilitazione in via di diffusione in tutto l’ambito neurologico, con miglioramento di valutazione e terapia. Nel contesto farmacologico, le nuove prospettive guardano
agli anticorpi monoclonali.

Demenze

È ancora la diagnosi precoce ad assorbire l’impegno dei ricercatori, perché i casi di demenza triplicheranno da qui al 2050, passando da circa 47 milioni a oltre 130 milioni, con quasi 10 milioni di nuovi casi ogni anno. Le sperimentazioni cliniche attuali sono infatte rivolte alla prevenzione, con farmaci che potrebbero rallentare la progressione della malattia. Allo studio molecole e anticorpi per ridurre e rimuovere la beta-amiloide dal cervello.

Cefalee

I nuovi farmaci sono costituiti da anticorpi specifici per bloccare l’attività della CGRP, proteina responsabile dell’esplosione dell’attacco emicranico. Novità nella somministrazione, con una sola iniezione al mese per tre mesi.

Ictus

I trattamenti di riperfusione nella fase acuta dell’ictus ischemico rappresentano l’avanguardia in questo campo. Due trial hanno dimostrato quest’anno che con questa modalità di indagine è possibile identificare pazienti con “penombra ischemica” e ricanalizzare le arterie occluse con esito clinico favorevole in circa il 50% dei casi.

Image credits: Photographee.eu. Doctors looking at brain MRI at hospital. Shutterstock.com

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