Primo convegno nazionale di Neuropsicopatologia, a Padova dal 24 al 26 febbraio

Si svolgerà a Padova, presso Villa Ottoboni, dal 24 al 26 febbraio il primo Convegno Nazionale di Neuropsicopatologia, organizzato dalla Scuola Lombarda di Psicoterapia (SLOP) per promuovere un confronto teorico sui temi della cura psicoterapeutica, della neuro-riabilitazione e della promozione della salute. La tre giorni sarà incentrata sugli aspetti teorici, sulle strategie terapeutiche, sugli strumenti clinici utilizzati nei diversi settori della clinica psicologica e neuroriabilitativa, con particolare attenzione all’offerta riabilitativa dei territori e alla presentazione dei percorsi di cura promossi dalla rete sociale.

All’evento parteciperanno relatori afferenti al mondo della clinica, dell’università, della ricerca scientifica e delle istituzioni. Il convegno, accreditato ECM per medici e psicologi, prevede sessioni plenarie e simposi. Venerdì 24 febbraio si parlerà dei “Fondamenti della psicopatologia”, per riflettere sulla specifica visione dell’essere umano che sottende l’impianto dei modelli teorici adottati attualmente dagli psicopatologi. Sabato 25 febbraio sarà dedicato al complesso argomento “Corpo e Neuropsicologia”, con particolare riguardo alla disciplina che, da sempre, si occupa del rapporto tra l’attività del corpo e i processi mentali, ma che raramente esplicita i fondamenti teorici che sottendono le ricerche empiriche. Domenica 26 febbraio si parlerà infine di “Infanzia e alterazioni del neurosviluppo”, affrontando i diversi approcci teorici degli attuali modelli.

Invitato dagli organizzatori, il direttore di Brainfactor Marco Mozzoni, professore a contratto all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, terrà una relazione la mattina di sabato 25 febbraio dal titolo Ipnosi, in Sé e per Sé: “La clinica ipnotica – spiega il professore milanese, anticipando i contenuti del suo intervento – rende evidente, al pari di una prova sperimentale oltre che attraverso l’esperienza soggettiva, l’insussistenza di confini intrinseci all’umano: funzionamento di ripristino al massimo grado di autorizzazioni, l’ipnosi favorisce i processi naturali di autoguarigione, calando in una realtà a tutto tondo che non distingue punto tra fisico, psichico o altre dimensioni; con buona pace dei moderni, la questione mente / corpo è dunque un falso problema, in quanto posta a partire da un’astrazione”.

“La tempesta dissociativa caratteristica della modernità, così come di certe tecniche di induzione dell’ipnosi – prosegue Mozzoni -, è stato forse il dazio necessario da pagare per arrivare alla nuova stazione, momento in cui, maturi i tempi, è più facile ricomprendersi compiutamente come umani, a regime potenziato; attualizzando l’autodeterminazione, l’esperienza ipnotica ricalibra il peso di quella coscienza astratta in cui ci siamo per troppo tempo confinati abituandoci, in molte situazioni, all’impotenza. In prospettiva evolutiva, come pratica di vita l’ipnosi consente di ritrovarsi avanti, concretamente, in Sé e per Sé, forti di una libertà responsabilizzante capace di scardinare definitivamente il sistema che nella cronicizzazione dei malanni ha la sua cifra distintiva: il contemporaneo in via di estinzione”.

Alla sessione del 25, presieduta dal Prof. Vincenzo Costa, parteciperanno anche il Prof. Luca Vanzago e il Prof. Davide Liccione; seguirà una tavola rotonda presieduta da Diego Liccione a cui prenderanno la parola anche Corrado Lo Priore, Massimo Prior, Davide Rivolta e Gabriele Rossi. Per maggiori informazioni e per conoscere le modalità di partecipazione al congresso si rimanda al sito web dell’evento: Neuropsicopatologie. Modelli teorici, terapie ed evoluzione del sistema welfare. Padova, 24-25-26/2/2017.

Image credits: Shutterstock

 

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