Donald Davidson e l’anomalia del mentale

Mental Events è un saggio edito nel 1970 nel quale Donald Davidson introduce la nozione di monismo anomalo. L’anomalia del mentale (da a-nomos, senza legge) è l’assenza di correlazioni legiformi psico-fisiche tra stati mentali e stati fisici, nonostante l’identità tra stati fisici e stati mentali.

Davidson ritiene giustificati e non contraddittori tre principi:

  1. Almeno alcuni eventi mentali interagiscono causalmente con eventi fisici;
  2. Eventi che stanno in relazione di causa ed effetto ricadono sotto leggi strettamente deterministiche;
  3. Non ci sono leggi strettamente deterministiche in base alle quali poter prevedere e spiegare gli eventi mentali.

Questi tre principi sembrano in palese contraddizione. Se gli stati mentali sono stati fisici e gli stati fisici ricadono sotto leggi deterministiche allora non è possibile che non esistano leggi deterministiche in base alle quali poter prevedere e spiegare gli eventi mentali. Davidson ci fa riflettere su quello che secoli prima aveva fatto riflettere Kant. L’assenza di contraddizione tra la legalità naturale e la libertà individuale umana.

Mentre ciò che accade e causa eventi mentali deve piegarsi alla legalità naturale, ciò che l’uomo vuole determina una reazione spontanea che non sottosta ad altre leggi oltre quelle che si dà autonomamente o quelle sulle quali non può umanamente agire.

Ciò significa succintamente che quando un evento X agisce sulla mente di un individuo Y essa può assumere uno stato particolare  Z o non-Z rispetto ad X in conformità a desideri, credenze e, in ultima analisi, alla volontà individuale di Y.

Per Davidson è vero che gli stati mentali sono identici a stati fisici e che gli  stati fisici seguono leggi strettamente deterministiche tuttavia l’attività mentale umana per la sua spontaneità non può essere ingabbiata in leggi strettamente deterministiche . Detto altrimenti gli eventi mentali non sono determinabili nel loro presentarsi ma sono determinabili secondo il modo in cui si presentano.

Non si può dire ad un certo momento se si presenterà lo stato Z o non-Z ma sarà determinato una volta presente Z o non-Z il modo in cui sarà fisicamente  realizzato essendo identici e causalmente correlati stati mentali e stati fisici.

I principi introdotti possono allora essere riformulati così:

  1. Un evento mentale Z causa un evento fisico F
  2. Se l’evento Z causa F allora Z e F sono legate da leggi strettamente deterministiche
  3. Non è determinabile se accada Z o non-Z
  4. Se non è determinabile se accada Z o non-Z allora non è determinabile che accadano i corrispondenti F o non-F

Da ciò si può sostenere senza alcuna contraddizione che gli stati Z e F (come non-Z e non-F) sono legati da leggi causali strettamente deterministiche e tuttavia non è determinabile quale tra F o non-F deve accadere. Questa è in buona sostanza l’anomalia del mentale.

Andrea Bucci

Bibliografia

  1. Donald Davidson (1970). Mental Events. In Essays on Actions and Events. Clarendon Press 207-224.
  2. Julie Yoo (2009). Anomalous Monism. In Brian P. McLaughlin, Ansgar Beckermann & Sven Walter (eds.), The Oxford Handbook of Philosophy of Mind.

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