Nuova tecnica di imaging per valutare i disordini di coscienza con la risonanza magnetica

Un team internazionale di ricerca coordinato dalla canadese Western University, ha messo a punto una nuova tecnica di imaging in grado di stimare il metabolismo del cervello utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI) al pari della tomografia a emissione di positroni a fluorodesossiglucosio marcato con F18 (FDG-PET).

Questa tecnica darà la possibilità anche a strutture minori, dotate di sola risonanza magnetica, di valutare i cambiamenti dell’attività metabolica nei pazienti, diagnosticando accuratamente i diversi disordini di coscienza come lo stato vegetativo e la sindrome di veglia non responsiva, nonché le gravi lesioni cerebrali, con maggiore tempestività di interventi mirati e risparmio di costi sanitari.

Pubblicato in Open Access su “Brain and Behavior” a firma del fisico italiano Andrea Soddu (nella foto) del prestigioso Brain and Mind Institute della Western, lo studio ha dimostrato una riduzione di attività nelle regioni frontoparietali e mediali del cervello nei pazienti in stato vegetativo rispetto ai controlli, sia nelle rilevazioni FDG-PET sia nelle mappe neuronali ottenute dalla fMRI; mappe neuronali consistenti sono state ottenute anche nei pazienti con sindrome di locked-in.

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Reference:

A. Soddu et al., “Correlation between resting state fMRI total neuronal activity and PET metabolism in healthy controls and patients with disorders of consciousness”,Brain and Behavior, 2015; 0(0), e00424, doi: 10.1002/brb3.424

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