Vasi linfatici del cervello: Brainfactor intervista Antoine Louveau, il ricercatore della Virginia che li ha scoperti

CHARLOTTESVILLE (VA) – Fra i primi a darne notizia, il 4 giugno Brainfactor ha riportato la “sbalorditiva scoperta che capovolge decenni di insegnamento da manuale”: i ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università della Virginia (U.Va.) hanno determinato che il cervello è connesso direttamente al sistema immunitario con “vasi” di cui fino a oggi si ignorava l’esistenza.

Ecco l’intervista ad Antoine Louveau, Ph.D., che ha scoperto la nuova struttura esaminando il tessuto del topo. Il Dr. Louveau è “postdoctoral fellow” al Kipnis lab, dove lavora principalmente a due progetti: uno riguarda le cellule T delle meningi, che hanno mostrato di avere funzione procognitiva; l’altro lo studio della proteina “FMRP” (Fragile X Mental Retardation Protein) legante l’RNA nelle cellule immunitarie periferiche e centrali. La sua scoperta può cambiare il modo con cui ci approcciamo al cervello umano e alle malattie che lo riguardano.

Allora l’impossibile esiste… Qual è stata la tua reazione alla scoperta?

La prima volta che abbiamo visto questi vasi abbiamo provato allo stesso tempo eccitazione e un certo sospetto: abbiamo pensato che qualcuno doveva averli visti prima, che una cosa come questa era impossibile da ignorare.

Come spieghi il fatto che nessun altro abbia visto questi vasi nel cervello prima d’ora?

Se guardi nei vecchi studi, trovi un paio di indizi sul fatto che potrebbero essere presenti nel sistema nervoso centrale dei vasi linfatici, ma noi pensiamo che quello che ci ha permesso di vederli oggi è stato lo sviluppo di una nuova tecnica per isolare le meningi del topo come pezzo unico che può essere facilmente passato sotto scanner, in combinazione con la relativa recente scoperta dei marcatori linfatici.

Come questa scoperta cambierà le neuroscienze?

Questa scoperta ci costringerà a considerare in modo differente l’immunologia del cervello: ora, come qualsiasi altro organo del corpo, il sistema nervoso centrale possiede una rete linfatica, ma il cervello rimane immunologicamente unico; per questo abbiamo bisogno di guardare a questo fatto in un modo diverso, rivedendo sostanzialmente alcuni dei dogmi che abbiamo accettato finora.

La ricerca scientifica sta mettendo sempre più in luce il ruolo del sistema immunitario nello sviluppo di tante malattie. Una connessione più diretta con il cervello sembra confermare la validità di terapie che fanno leva sulla capacità del cervello umano di agire sulle condizioni di salute della persona. Sto pensado all’ipnosi, in particolare…

Il salto dalla scoperta del sistema linfatico al potenziale effetto dell’ipnosi è un terreno sul quale non me la sento di esprimermi. Quello che è certo è che l’impatto del sistema immunitario in numerose malattie neurologiche sta emergendo sempre più e che quei vasi possono dare una nuova idea su come i due sistemi interagiscono, fornendoci nuove ipotesi per l’eziologia di alcune malattie neurologiche e anche, in un lontano futuro, per possibili bersagli terapeutici.

Pensi che potremo fare altre scoperte di questa portata nel cervello?

A mio modo di vedere, il cervello è l’organo per il quale avremo sempre più domande che risposte; per cui: decisamente sì, ci saranno sempre nuove scoperte nel cervello.

E ora, come procederà la tua ricerca?

I prossimi passi sono diversificati. Primo, stiamo cercando di scoprire se un sistema simile sia presente nell’uomo. Secondo, stiamo studiando la funzione di questi vasi nelle malattie neurologiche a partire dalla sclerosi multipla, dall’Alzheimer, dalla meningite.

Marco Mozzoni

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